
C’è un silenzio particolare quando finisce una partita così ed è quello di chi sa di aver dato tutto, ma non abbastanza.
Al “Benito Paolone” gli Elephants Catania inaugurano la stagione davanti al proprio pubblico con una sconfitta pesante nel punteggio, meno nelle sensazioni: 19-0 contro i Daemons Cernusco, in una gara che racconta molto più di quanto dica il risultato finale.
Doveva essere la ripartenza, è stata, invece, una giornata di consapevolezza.
PARTENZA INTENSA, POI IL PRIMO COLPO. Il kickoff delle 14:30 accende subito il clima.
Catania entra in campo con energia, con l’atteggiamento giusto, ma a colpire per primi sono gli ospiti.
Nel primo quarto è Nuzzi a trovare la corsa vincente da due yard, completata dall’extra point di Valesi che vale lo 0-7.
Gli Elephants provano a rispondere: costruiscono, avanzano, danno segnali. Poi però si fermano sul più bello.
Il field goal dalle 34 yard termina largo e lì si intravede già il copione della giornata: buone idee, poca concretezza.
LA DIFESA TIENE, L’ATTACCO NO. Nel secondo periodo la difesa etnea alza ancora il livello. Resiste, lotta, resta in campo tanto, forse troppo, ma non cede di schianto.
I Daemons trovano comunque il secondo touchdown con il passaggio di Di Girolamo per Segrini.
L’extra point sbagliato tiene il punteggio sul 13-0, lasciando una porta ancora socchiusa.
Anche perché poco prima dell’intervallo arriva un altro errore al calcio da parte degli ospiti.
Catania resta dentro la partita, ma senza punti.
IL BREAK DECISIVO Il terzo quarto spezza l’equilibrio.
Un intercetto della difesa lombarda cambia l’inerzia, accorcia il campo e apre la strada al terzo touchdown. Questa volta è lo stesso Di Girolamo a entrare in end zone con una corsa da tre yard.
La conversione da due non riesce, ma il 19-0 è un macigno.
Da lì in poi il ritmo si abbassa e i Daemons gestiscono, mentre gli Elephants provano, ma senza riuscire a incidere davvero.
ZERO PUNTI, MA NON ZERO SEGNALI Il dato è evidente: zero punti segnati. Ma la partita dice anche altro.
La difesa catanese ha retto, ha limitato un attacco spesso in controllo del possesso, ha tenuto viva la gara più a lungo di quanto dica il punteggio.
Il problema è stato tutto dall’altra parte del campo, ovvero poca efficacia, poca continuità, poche giocate decisive.
E’ DA QUI CHE SI DEVE RIPARTIRE Alla fine resta l’amaro, è inevitabile, ma resta anche una base.
Il pubblico del “Paolone” ha risposto presente, la squadra ha mostrato carattere, soprattutto nella metà campo difensiva.
La stagione è appena iniziata e il margine di crescita è evidente.
Servirà di più, soprattutto con il pallone in mano e, in questo senso, servirà trasformare i drive in punti.
Perché in questo sport, alla fine, è l’unica cosa che conta davvero.
Gli Elephants lo sanno benissimo e da qui devono ripartire e anche da quel nome, quello di Fracensco Aronica, scritto sulle nuove maglie con cui gli etnei giocheranno le partite casalinghe.











