
Dalla sconfitta si riparte, si deve ripartire.
Si deve ripartire in fretta, perché il tempo non aspetta nessuno.
Il Catania si prepara alla trasferta di Crotone con un obiettivo chiaro: difendere il secondo posto e respingere gli assalti delle inseguitrici.
Una classifica corta, nervosa, che non permette distrazioni e che rende la sfida di lunedì sera un crocevia della stagione.
In conferenza stampa, William Viali non si nasconde.
Analizza, ammette e rilancia: “Ho imparato più dalla sconfitta contro il Picerno che dalle prime due settimane”, spiega.
Parole che hanno un peso, perché il tecnico rossazzurro ha individuato il punto di partenza: trasformare un passo falso in crescita e farlo subito.
DIFESA SOTTO OSSERVAZIONE, MA NIENTE ALLARMI. I numeri raccontano di qualche gol di troppo o, comunque, di gol subiti in casa, cosa che fino all’arrivo di Viali non era mai successo.
Secondo l’allenatore, però, la questione va vista da un altro punto di vista: “Non abbiamo concesso molto nella costruzione degli avversari”, chiarisce Viali.
“Abbiamo pagato errori singoli, episodi, cali di concentrazione”.
Questo significa, in soldoni: nessuna bocciatura del sistema. Piuttosto, un richiamo alla responsabilità individuale e alla lucidità nei momenti chiave.
Il lavoro settimanale si è concentrato proprio lì: dettagli, distanze, attenzione.
PRESSING E IDENTITÀ: IL VERO NODO. Il problema, dunque, secondo l’allenatore è stato un altro: “La prima pressione è stata fatta male e da lì è nato tutto il resto”, ammette.
Squadra troppo lunga e linea difensiva costretta ad abbassarsi, che ha portato ad un effetto domino che ha tolto aggressività e compattezza.
E dunque? E’ necessario tornare alle basi: squadra corta, pressione alta e soprattutto coraggio.
“Abbiamo lavorato più sulle difficoltà che sulla qualità”, sottolinea Viali spiegando con grande franchezza dove si trovi il nocciolo del problema.
CROTONE, TEST DI MATURITÀ. Adesso arriva, anzi si va a Crotone ad affrontare un avversario solido, organizzato, con idee chiare e continuità tecnica.
“Giocano insieme da tempo, sono metodici nello sviluppo e hanno grande qualità nel possesso”, spiega Viali.
Tradotto anche in questo caso nella massima semplicità espressiva: servirà una prestazione perfetta o quasi, certamente superiore a quella registrata in casa contro il Picerno.
“Pretendo una partita di altissimo livello”, dice senza giri di parole.
MENTALITÀ PRIMA DI TUTTO. La questione si allarga e il punto va oltre tattica e moduli.
“Non mi interessa parlare di playoff adesso. Voglio vincere le partite”, afferma deciso, perché la mentalità si costruisce oggi. Certamente non domani.
“Non basta essere i più forti. Serve creare un’alchimia, quella che ti fa ribaltare le partite anche negli ultimi minuti” ribadisce Viali che, non a caso, sottolinea uno dei particolari che, poi, hanno spinto il campionato verso Benevento.
Un particolare in cui il Catania deve crescere. Deve crescere molto e avrebbe dovuto farlo anche con Toscano in panchina perché il problema è atavico rispetto a questa stagione.
RESPONSABILITÀ E CHIAREZZA. Viali chiude con un concetto forte: “Il Catania è mio dal primo giorno e lo sarà fino all’ultimo secondo”.
E qui c’è tanto: c’è la voglia di spazzar via pensieri di possibili ritorni e c’è la voglia di cacciar via i “pensieri malevoli” secondo cui dietro le scelte dell’allenatore ci sia la “manus” dirigenziale.
Crotone dirà tanto, ma ovviamente non tutto, perché poi a contare saranno i playoff: e Viali anche se non lo ammette ci pensa e ci pensa intensamente.










