
Torna Toscano e salta Pastore.
E’ la cronaca di un “normalissimo”, si fa per dire, mercoledì in casa Catania.
E se l’esonero di Viali e il ritorno di Mimmo Toscano sembravano inevitabili fin dalla serata di martedì, l’addio del direttore sportivo Ivano Pastore ha preso praticamente tutti alla sprovvista.
Qualche settimana fa, dopo l’esonero di Toscano, vi avevamo parlato dell’ennesima rivoluzione “grelliana” pronta a partire, ma certamente non ci saremmo attesi arrivasse così presto.
E invece, dopo il comunicato con cui, dopo il semaforo verde di Pelligra, veniva esonerato Viali insieme al suo staff, cui ha fatto seguito la nota con cui si annunciava il reintegro di Toscano in panchina, intorno alle 21 è arrivata la notizia della risoluzione contrattuale con Pastore.
Catania Football Club rende nota l'interruzione del rapporto con il direttore sportivo Ivano Pastore. Il vicepresidente e amministratore delegato Vincenzo Grella osserva: "La stima nei confronti dell'uomo e del professionista è inalterata, auguriamo a Ivano Pastore il meglio per il prosieguo della sua carriera".
Queste le poche parole con cui viene salutato il direttore sportivo che aveva preso il posto di Daniele Faggiano nemmeno un anno fa.
Ma perché Pastore e perché subito dopo il ritorno di Toscano?
La sensazione, ma è solo una sensazione, è che Pastore sia il classico “capro espiatorio” per giustificare un clamoroso errore come l’esonero di Toscano, la scelta di Viali e la decisione di imporre al nuovo tecnico una totale rivoluzione tattica, mal digerita da tutta o buona parte della squadra che, invece, aveva dimostrato l’attaccamento al tecnico ex Cesena e che, per voce dei suoi senatori, ha imposto (questa volta non si fa per dire) alla dirigenza di tornare indietro.
Sappiamo, e non abbiamo dubbi, che la scelta di esonerare Toscano parta dal vicepresidente, mentre il nome di Viali si trovava nella rubrica del direttore generale Zarbano.
Serviva però il nulla osta del presidente Pelligra, se è vero che le cifre, molto alte per la Serie C, del contratto di Viali, imponevano una profonda riflessione prima di un nuovo esonero.
Un ragionamento che porta solo in un punto: o tutto ciò che diciamo non è assolutamente vero e tutte le scelte tecniche sono state di Pastore o, allo stesso direttore sportivo, sono state imputate le responsabilità del momento, facendogli pagare il conto più salato.
La verità, alla fine, in modo compiuto ,come succede sempre a Catania verrà fuori presto o tardi.
Peccato però che siamo ad aprile, che mancano appena due partite di campionato, che c’è un secondo posto fondamentale da difendere ed un playoff da giocare, magari con l’ambizione di vincerlo per conquistare la Serie B.
Difficile che Pastore venga rimpiazzato a questo punto della stagione.
Una cosa è certa: quello che emerge è un quadro pieno di confusione, una società frammentata in piccole fazioni, tutte volte a conservarsi il posto cercando fuori da sé stessi le responsabilità degli eventuali insuccessi e un uomo, Ross Pelligra, che continua a sborsare e, purtroppo, a sprecare denaro.
Ma fino a quando? Anche in caso di auspicata serie B , Pelligra dovrà interamente riconsiderare ruoli e competenze all'interno del Catania.
Così com'è adesso questa società potrebbe reggere all'urto della serie B o anche restare inalterata in caso di permanenza in serie C?
La domanda nasce spontanea e la risposta non è certamente piacevole.










