
Grazie a Davide De Maida per la gentile concessione della foto copertina.
Viaggio all’inferno, andata e ritorno.
Il nuovo Catania targato Toscano si salva in extremis pareggiando in casa contro un Potenza (vincitore della Coppa Italia) che non anche senza avere più interessi in campionato, gioca (ed è giusto così) una grande partita.
L’errore lo fa il Catania che, per lunghi tratti confuso. Il pareggio, infatti, non serve a chiudere la questione secondo posto, ma, almeno, permetterà ai rossazzurri di poter anche pareggiare nell’ultima giornata in casa dell’Atalanta under 23.
LE SCELTE. Si torna all’antico e su questo, oggettivamente, c’erano davvero pochi dubbi.
Toscano si affida al suo metodo e al suo schema. Difesa a 3, Raimo (Casasola è infortunato) e Donnarumma esterni e tridente con D’Ausilio, Bruzzaniti dietro Forte che torna titolare dopo una lunga assenza.
In attesa del pieno recupero di Cicerelli, il Catania formato playoff sarà questo.
LA PARTITA. Non è un Catania che parte a mille quello apre la seconda era Toscano, ma sono i rossazzurri a collezionare la prima occasione con Bruzzaniti che costringe il portiere ad una parata non troppo semplice dopo uno scambio in area con Forte.
Il Catania gioca e ci prova, cercando di ritrovare i meccanismi e le certezze smarrite con Viali. Ma anche questo era prevedibile.
Ma quando sembra che la parentesi Viali sia già stata dimentica, arriva il gol del Potenza con D’Auria che sfrutta uno svarione difensivo del Catania e gela il Massimino.
Il Catania reagisce, più di pancia che di testa. Il nervosismo aumenta, se è vero che gli stessi giocatori che hanno chiesto a gran voce il ritorno di Toscano, stanno tradendo le aspattative davanti agli occhi del presidente Pelligra.
Prima dell’intervallo il Potenza chiede con l’fvs l’espulsione di Quaini, ma l’arbitro conferma solo il giallo.
I fischi del Massimino dopo il fischio finale dell’arbitro sono l’emblema di una situazione molto complicata e pensare che, tra i più alti dirigenti, c’è qualcuno che parla ancora di Serie A.
In avvio di ripresa escono Quaini e Bruzzaniti per Corbari e Lunetta e il Catania si getta subito in avanti alla ricerca del pareggio.
La veemenza c’è, non il ragionamento. Si gioca poco perché il Potenza la mette sul piano nervoso e il Catania, ormai, sotto questo punto di vista è fragilissimo
Entrano Cicerelli e Jimenez al posto di Raimo e Di Tacchio.
Il numero 10 entra per battere un calcio di punizione che, però viene bloccato dal portiere.
E’ un assedio del Catania, un po’ confuso a dir il vero.
E dalla confusione scaturisce il fallo di mano che consegna al Catania il calcio di rigore che Cicerelli realizza, rianimando (è proprio il caso di dirlo) il Massimino e le chance di secondo posto dei rossazzurri.
Ma al Catania, anche in virtù dei risultati che arrivano dagli altri campi, il pareggio non basta a garantire il secondo posto.
Lunetta trova una gran conclusione al volo ma Franchi si supera.
La stanchezza comincia a farsi sentire e anche dinanzi ad un Potenza meno reattivo, il Catania non riesce a pungere per trovare il gol vittoria.
Finisce 1 a 1. Adesso per chiudere il campionato al secondo posto, il Catania dovrà almeno non perdere in casa dell’Atalanta under 23.
Un secondo posto che non si deve perdere perché darebbe un vantaggio enorme per i playoff, anche se questa squadra dovrà lavorare e molto perché quella vista oggi non sembra assolutamente essere all’altezza delle avversarie per la Serie B.










