
Grazie a Davide De Maida per la gentile concessione della foto copertina.
Il Catania, anche se con le inevitabili difficoltà del caso, è ripartito da dove tutto, in fondo, non si era mai davvero chiuso, ovvero da Mimmo Toscano.
E nonostante non sia arrivata la vittoria che avrebbe decretato la conquista, anche matematica, del secondo posto: sì, un effetto Toscano c’è.
Si percepisce subito, nei dettagli: nei toni, negli sguardi, persino nei silenzi.
I secondi tempi di Crotone e del Massimino segnano una differenza e una distanza evidenti.
Non è solo una questione tecnica, è qualcosa di più sottile, quasi istintivo.
Una scossa emotiva che prova a rimettere ordine dentro uno spogliatoio che, nelle ultime settimane, aveva perso direzione ed identità.
Ma non c’è solo questo. C’è anche qualcosa di più profondo e, per certi aspetti, inaspettato.
C’è l’asse con Ross Pelligra.
La foto scattata magistralmente dall’obiettivo di Davide De Maida, spiega molto su un rapporto che, secondo più di un segnale, sembra aver inciso nelle scelte recenti.
Non solo sul ritorno del tecnico sulla panchina, ma anche una possibile ridefinizione degli equilibri interni.
Dinamiche che si muovono lontano dal campo, ma che sul campo inevitabilmente arrivano.
Il clima è cambiato, ma non è sufficiente dirlo per renderlo reale.
Perché c’è una verità, quella più scomoda, che resta lì, inalterata.
Naturalmente nulla cambierà più da qui al termine della stagione. La società invoca compattezza ambientale e per ottenerla starà attenta ad evitare ulteriori scossoni al suo interno.
Non rimane che avere cautela, pertanto, accompagnata da una severa lucidità.
Il Catania, sconquassato dall’ennesima stagione compromessa da macroscopici errori di valutazione, di gestione, non può trasformarsi per magia.
Certamente non in pochi giorni e non solo con un cambio in panchina o con l’addio del direttore sportivo.
I limiti strutturali, i nodi di metodi, personalità, competenza restano e con loro l’assenza di una mano sicura che conduca un progetto, che indichi prospettive di crescita reali in parallelo agli investimenti della proprietà, al riparo del condizionamento del singolo risultato.
Toscano può incidere, certamente.
Può ridare ordine, può restituire compattezza, può riconsegnare fiducia ai singoli ed al gruppo, può anche riaccendere qualcosa che sembrava spento. Ma non potrà fare miracoli.
In questo senso, il rischio è sempre lo stesso, ma è intriso nel Dna di qualsiasi tifoso innamorato della propria squadra.
Il rischio di illudersi troppo presto. Un rischio che si è palesato quando il Potenza è passato in vantaggio al Massimino, mentre tutti si aspettavano che il ritorno di Toscano potesse far diventare il Catania una “mangia avversari”.
Nel frattempo, dopo l’addio di Pastore, sembra che qualcosa ancora debba muoversi anche fuori dal rettangolo verde e, in questo senso, il rientro anticipato di Pelligra, non rappresenta solo un caso.
La società, gioco forza per l’imposizione degli eventi e dei play off in arrivo, dovrà dare l’idea chiara di compattezza al suo interno. Ma, naturalmente, l'ultimo mese, la scelta di Viali con tutto ciò che ne è derivato hanno tracciato un solco.
In Pelligra soprattutto.
Ed il ritorno di Toscano, che delle dinamiche societarie al loro interno conosce ogni dettaglio, avrà delle conseguenze su questa o quest'altra figura dirigenziale.
Inevitabile che sia così per ciò che è accaduto.
Naturalmente avendo conosciuto i non ferrei umori e le non solide certezze dell'amministratore delegato il condizionale è obbligatorio, in questi casi, ma anche la posizione di Zarbano non sembra più così solida come qualche mese fa. E, probabilmente, qualche errore di troppo il Dg lo avrà pur commesso e non solo riconducibile alla scelta di Viali.
Onerosa e impegnativa per le casse della proprietà.
La sensazione, e non è una novità, è che il prossimo scossone arriverà proprio a livello dirigenziale.
Sarebbe l’ennesima rivoluzione, come già abbiamo avuto modo di scrivere.
Perché se da un lato significherebbe ammettere che il problema non è mai stato solo in campo e che qualcosa, nella costruzione e nella gestione, nelle relazioni professionali e dinamiche interne alla società non ha funzionato come avrebbe dovuto; dall’altro lato confermerebbe il dubbio che questa gestione continui ad essere svolta in modo inadeguato.
Cosa che porterebbe, inevitabilmente, ad un solo responsabile nella sua parte apicale come accade per ogni azienda privata.
La serie B sarebbe naturalmente l'unica risposta in senso contrario. Ma al contempo imporrebbe, se raggiunta, ben altre valutazioni di qualità all'interno dei ruoli societari.
Il Catania continua ad essere un cantiere aperto. Dentro e fuori dal campo.
Ha bisogno adesso di serenità, armonia, unione e compattezza come richiesti da Toscano.
Se qualcuno ricominciasse al gioco del tiro al piattello verso il tecnico calabrese ciò significherebbe che del calcio e del suo funzionamento interno, soprattutto a Catania, a prescindere da schemi ed estetica del gioco, non ha capito assolutamente nulla.
Adesso non rimane che da capire se l’effetto Toscano possa essere l’abbrivio di una ripresa dei singoli e del collettivo squadra apparsi ancora in difficoltà psicologica e fisica.
Conservare il secondo posto si rivelerà essenziale ed importante, nelle tre settimane successive, al riparo da tensioni e polemiche, provare a farli con fiato, intelligenza e cuore questi spareggi.
E magari, perché no, a vincerli.










