
Obiettivo secondo posto raggiunto.
Come forse è meglio eluderlo, anche se il gol di Caturano nei minuti di recupero della partita in casa dell’Atalanta under 23 ha reso più dignitoso un finale che, fino a quel momento, nonostante l’obiettivo comunque raggiunto, dignitoso non era.
Difficile anche raccontare una partita veramente brutta finita 1 a 1. Lo facciamo solo per dovere di cronaca con la consapevolezza che per affrontare i playoff servirà un reset totale rispetto a quanto visto nelle ultime settimane.
Un reset che l'allenatore cercherà portando la squadra in ritiro a Veronello: se non la migliore, una delle più importanti decisioni prese in tutta la stagione dalla società.
ASSENZE ANCORA DETERMINANTI. Scelte forzate per Toscano con diversi titolari costretti alla tribuna, ma con la consapevolezza di poter chiudere il campionato stringendo i denti, per poi avere poco meno di un mese per preparare l’esordio nei playoff.
E’ partita vera quella di Caravaggio, con possibilità da una parte e dall’altra: Cicerelli è il più attivo tra i suoi, ispirato da Jimenez che, per le assenze, è diventato il regista del Catania.
E da un’incursione del numero 10, D’Ausilio ha il pallone del vantaggio ma il portiere atalantino respinge la conclusione a botta sicura.
Come avviene storicamente all’ultima giornata, uno sguardo attendo si tiene sui risultati e quelli che arrivano fanno si che il pareggio sia utile a entrambe: i ritmi calano.
Nella noia generale è da un calcio piazzato che il Catania costruisce un’altra limpida occasione, ma la conclusione fortuita di Forte viene respinta ancora dal portiere bergamasco.
Una grande occasione la costruisce anche l’Atalanta, grazie anche alla confusione della difesa rossazzurra: Cassa, però, grazie i rossazzurri sparando alto da buona posizione.
Padroni di casa che crescono, Catania che invece cala anche perché da Foggia arrivano notizie confortanti che permetterebbero alla squadra di Toscano di finire al secondo posto anche in caso di sconfitta.
E l’Atalanta, infatti, segna. La difesa del Catania sbaglia il fuorigioco e Ghislandi, tutto solo, batte Dini. L’arbitro però viene chiamato a rivedere la rete, ma non cambia decisione.
La reazione del Catania impalpabile come un foglio bianco.
In avvio di ripresa Toscano inserisce Lunetta al posto di D’Ausilio, autore, ancora una volta, di una prova anonima.
Rossazzurri leggermente più vivi, sempre grazie a Cicerelli che sembra voler risolvere da solo i problemi scongiurando la latitanza dei compagni imprecisi, distratti, svogliati.
Facile, con queste premesse, spiegare e raccontare il nulla del Catania anche nella ripresa, dinanzi ad un Atalanta che, senza esagerare, ci prova.
Entrano Cargnelutti, Bruzzaniti e Caturano, escono Pieraccini, Raimo e Forte.
I tre hanno il merito di smuovere le acque, nel frattempo l’Atalanta gioca una card che non porta a nulla e la Salernitana segna il terzo gol a Foggia. Tra tutte questa è la notizia più importante perché protegge il Catania, almeno, da un clamoroso tonfo in classifica, non dalle critiche.
Da segnalare una conclusione dalla distanza di Celli che finisce vicino al palo, ma soprattutto l’infortunio, muscolare, di Lunetta costretto a uscire anzitempo dal campo.
Un’altra tegola che cade sulla testa di Toscano che, magari, ogni tanto ripensa alla decisione di tornare sulla panchina del Catania.
L’EPILOGO MIGLIORE. Ma alla fine anche quella di Caravaggio è una favola a lieto fine: l’Atalanta, anche in questo caso complici i risultati, molla la presa e Caturano con una zampata da attaccante vero, mette in rete il gol del pareggio che vale sempre il secondo posto, ma con un briciolo di dignità in più.
Una lunga revisione conferma la rete che mette un po’ di colore ad una giornata che, fino ai minuti di recupero, era più che mai grigia.
Il Catania chiude il campionato al secondo posto, con 11 punti in meno del Benevento vincitore e uno solo in più rispetto alla Salernitana terza in classifica.
Per Toscano adesso ci sono 21 giorni per rimettere in carreggiata una squadra che, al momento, sembra aver totalmente perso la direzione.
Inutile adesso cercare e trovare le colpe che sembrano più che mai evidenti. Adesso bisogna solo resettare tutto e prepararsi a quello che diventa, a tutti gli effetti, un nuovo campionato.
Per farlo Toscano ha chiesto e ottenuto di poter portare la squadra in ritiro. Il Catania andrà a Veronello a ben 1279 km di distanza dalla città.
Come detto la scelta migliore perchè Toscano ha bisogno più che mai di riprendersi i suoi giocatori, di recuperare gli infortunati e per farlo deve allontanare tutti da sirene e distrazioni, sperando che la città e i media capiscano che è il caso di lasciarli lavorare in pace.
Si riparte il 17 maggio nella gara di andata del secondo turno nazionale di playoff: l’avversario si scoprirà tra qualche settimana, anche se la corsa alla Serie B sarà più che mai complicata.










