
Il Dojo Catania non si ferma più e soprattutto non si accontenta.
Dalla dimensione nazionale a quella internazionale, il passo è breve quando alla base c’è un lavoro solido, continuo, quasi ossessivo nei dettagli.
Sono i risultati, poi, a raccontare e confermare esattamente questo.

DOMINIO IN ITALIA, CERTEZZE A PARIGI. Nel giro di pochi giorni la società etnea ha fatto registrare un doppio segnale forte.
Da un lato il dominio nei Campionati Italiani giovanili, dall’altro le conferme arrivate su un palcoscenico prestigioso come l’Open di Parigi.
A Catania, al Pala Ghiaccio, è stato un autentico monologo con il primo posto nelle classifiche di società sia nel Duo che nello Show.
Una superiorità netta, costruita categoria dopo categoria, medaglia dopo medaglia, grazie a un gruppo ampio e strutturato che continua a produrre talento.
Non è solo una questione di vittorie, perché dentro i successi ci sono continuità e sistema.
Dai più giovani dell’U14 fino all’U18, il Dojo ha occupato stabilmente il podio, moltiplicando ori, argenti e bronzi e confermandosi punto di riferimento nazionale.

PARIGI, LA MISURA DELLA CRESCITA. Poi c’è l’Europa e lì non bastano i numeri, serve qualità.
All’Open di Parigi, accompagnati dal maestro Salvo Molino, gli atleti etnei hanno risposto presente e lo hanno fatto con personalità e maturità.
Splendida la medaglia d’oro nel Duo Mix Adults per Giada Costa e Sebastiano Amore.
Un successo che pesa, perché arriva in un contesto altamente competitivo. Accanto a loro, l’argento conquistato da Maria Amore e Giovanni Cardillo completa una prima giornata di altissimo livello.
Ma non è finita perché nel circuito Show arrivano altri podi e piazzamenti importanti. Ancora Costa e Amore protagonisti con un secondo posto, mentre la coppia Amore Cardillo resta in scia chiudendo quarta. Nella seconda giornata, altre conferme: un nuovo argento e piazzamenti che raccontano competitività vera, non episodica.
OLTRE LE MEDAGLIE. C’è un dato che conta più degli altri ed è rappresentato dalla percezione del gruppo.
Parigi non è stata solo una trasferta vincente, ma un passaggio di crescita.
Confronto internazionale, ritmo diverso, pressione.
Tutti elementi che costruiscono consapevolezza e il Dojo sembra averne sempre di più.
SGUARDO AVANTI. Il bilancio è chiaro e non può che essere più che positivo.
Adesso però arriva la parte più delicata, ovvero trasformare questo slancio in continuità anche tra gli U21 e gli Assoluti. Perché è lì che si misura davvero la maturità di un progetto.
Il Dojo Catania, intanto, ha già mandato un messaggio forte e preciso.
Non è più solo una realtà emergente, ma una certezza.










