
Finalmente ci siamo.
Il destino ha scelto il Lago di Como, ma nella sua variante di Lago di Lecco.
Sarà infatti la formazione lombarda l’avversario del Catania nei quarti di finale dei playoff per la promozione in Serie B (andata a Lecco domenica 17 maggio alle 20.45, ritorno a Catania mercoledì 20 maggio alle 20.30), un incrocio che profuma di storia, pressione e grandi palcoscenici.
Da una parte il calore del Massimino, dall’altra una piazza che negli ultimi anni ha già assaporato il calcio cadetto e vuole tornarci subito.
Per i rossazzurri è il momento della verità.
Dopo settimane di attesa, lavoro e gestione delle energie nel ritiro di Veronello, la squadra di Mimmo Toscano entra nella fase più delicata della stagione.
D’ora in poi non esistono margini di errore.
Ogni dettaglio pesa, incide in modo dirimente, ogni episodio può cambiare un’annata intera.
Il Catania, che ieri è tornato a farsi riabbracciare dalla sua gente al Massimino nell’allenamento condiviso con il Santa Venerina, arriva all’appuntamento con entusiasmo crescente e con la consapevolezza di avere finalmente recuperato alcuni uomini importanti.
Alcuni come Casasola quasi imprescindibili.
La lunga preparazione al debutto nei playoff dovrebbe avere consentito allo staff tecnico di lavorare sia sul piano atletico sia su quello mentale, cercando di trasformare la pausa in nuova linfa rigenerante muscoli e cervello.
Di fronte ci sarà un Lecco che, nonostante abbia superato la Pianese con due pareggi, è comunque avversario solido, organizzato e abituato a giocare partite sporche.
Niente affatto da sottovalutare.
Una squadra che conosce bene il peso delle sfide da dentro o fuori e che proverà a togliere ritmo ai rossazzurri, puntando su intensità e ripartenze.
Ma anche se prima c’è da giocare la gara di andata a Lecco, il vero "fattore" in più di questo playoff potrà diventare ancora una volta il Massimino.
L’urna, infatti, oltre al Lecco ai quarti di finale ha fatto in modo che il Catania, nel caso in cui andasse avanti, potrà giocare sempre la gara di ritorno (di una possibile semifinale e finale) in casa.
In semifinale, peraltro, i rossazzurri potrebbero incrociare l’Ascoli (che affronterà l'ostico Potenza), definita dagli addetti lavori la candidata numero 1 alla promozione in Serie B, memori del grande girone di ritorno disputato dai bianconeri(Salernitana-Ravenna e Casarano-Brescia le altre gare in programma).
Massimino che dovrà rivelarsi decisivo, pertanto, perché quando Catania sente l’odore delle partite decisive, quelle che contano davvero, la città cambia pelle.
Lo stadio, già passionale di suo, si trasforma ancora diventando bolgia traboccante di entusiasmo, come lava incandescente che tracima dal vulcano, la pressione aumenta e la maglia rossazzurra torna ad avere quel peso specifico che in Serie C deve fare la differenza.
Servirà equilibrio, certo, ma servirà soprattutto personalità.
Toscano lo sa bene: in queste settimane ha insistito molto sulla maturità del gruppo, sulla necessità di affrontare i playoff senza ansia e senza frenesia. Con intelligenza.
Il Catania dovrà essere feroce ma lucido, intenso ma ordinato.
In una parola: squadra.
L’incrocio con il Lecco rappresenta anche una sorta di esame di credibilità per l’intero progetto rossazzurro.
Dopo gli investimenti della proprietà, le aspettative ed una stagione vissuta tra alti e bassi, adesso non serve voltarsi indietro perché conta soltanto una cosa: continuare a correre verso la Serie B.
Il resto sono parole, adesso parla il campo.










