Tra motori d’epoca, paesaggi siciliani e turismo lento, il Giro di Sicilia ha chiuso la sua trentacinquesima rievocazione storica riportando in piazza Verdi, davanti al Teatro Massimo di Palermo, tutto il fascino di una corsa che continua a raccontare la storia dell’automobilismo internazionale.
Duecento equipaggi provenienti da ogni parte del mondo hanno completato i mille chilometri del percorso attraversando oltre quaranta Comuni dell’Isola, accolti dall’entusiasmo del pubblico e da un’atmosfera che ha trasformato la manifestazione in un grande viaggio dentro la tradizione siciliana.
A vincere l’edizione 2026 sono stati Mauro Giansante e Vincenzo Sernese, a bordo di una Fiat Ermini 1100 rossa del 1946.
Un successo dal sapore speciale, perché quella stessa vettura aveva già partecipato al Giro di Sicilia nel 1952 senza riuscire a completare la gara per un guasto meccanico.
Stavolta, invece, il finale è stato diverso.
“Portarla qui su queste strade per me è un impegno costante”, ha raccontato emozionato Giansante all’arrivo, “Quest’anno fortunatamente è arrivata la vittoria”.
L’edizione 2026 ha avuto anche una forte impronta culturale e solidale grazie al gemellaggio con il Giappone attraverso l’iniziativa “Il vecchio e il bambino”, che permetterà al vincitore di volare nel Paese del Sol Levante.
Un ponte simbolico tra culture diverse, unite dalla passione per i motori storici e per il viaggio.
Soddisfatto il presidente del Veteran Car Club Panormus, Antonino Auccello, organizzatore della manifestazione: “Il bilancio è straordinariamente positivo. I partecipanti torneranno nei rispettivi Paesi con il ricordo dell’accoglienza siciliana e con i prodotti tipici del territorio”.
Tra le protagoniste più ammirate anche la Lancia Flaminia GT Touring del 1967 alimentata esclusivamente a bio-combustibile, simbolo di una mobilità storica capace di dialogare con le sfide della sostenibilità moderna.
A sottolinearlo è stato il presidente Asi Alberto Scuro, presente alla premiazione: “Questo Giro ha dimostrato come il patrimonio storico possa essere protagonista della transizione Net-Zero”.
Inserito nel Circuito Tricolore Asi e affiliato Fiva, il Giro di Sicilia si conferma così molto più di una semplice competizione automobilistica.
È un racconto itinerante di sport, territorio e memoria, capace ancora oggi di far battere il cuore degli appassionati lungo le strade dell’Isola.















