
Semplicemente un disastro.
Non servono altri termini o altre descrizioni per spiegare quanto fatto del Catania ad Ascoli nella gara di andata dei playoff di Serie C, terminata addirittura 4 a 0 per i padroni di casa.
Un risultato che lascia davvero poche speranze ai rossazzurri in vista della gara di ritorno prevista per mercoledì al Massimino.
E’ chiaro che, però, solo dopo quella partita sarà il momento per i commenti finali in merito alla stagione, alle scelte e alla gestione societaria.
Possibile, invece, commentare la partita di Ascoli: una debacle clamorosa di un Catania totalmente incapace di avvinarsi alla porta dei bianconeri nel primo tempo e in balia dei padroni di casa nella ripresa.
C’è poco da dire. Basta far parlare i numeri e i numeri dicono che il Catania ha subito 7 gol in due partite e che i 4 di Ascoli pesano come un macigno sulle speranze di raggiungere la finale.
LA PARTITA. Toscano sceglie Jimenez per affiancare Cicerelli nel supporto alla punta Forte, sugli esterni c’è Celli al posto di Donnarumma.
Fin dai primi minuti si comprende quanto sia importante la posta in palio, se è vero che il nervosismo diventa immediatamente protagonista.
L’Ascoli sforna subito il suo prolungato possesso palla, al Catania va benissimo, anche se i rossazzurri rischiano clamorosamente e devono ringraziare D’Uffizi che si divora un gol praticamente fatto.
Il possesso palla dell’Ascoli aumenta la percentuale (arrivata anche all’80%) e porta anche occasioni da rete: il Catania su una doppia conclusione dei padroni di casa si salva grazie a Dini e Pieraccini.
Tocca al Var decretare se un fuorigioco salva il Catania da un calcio di rigore, assegnato per un goffo fallo di mano di Casasola in area: offside confermato e rossazzurri che si salvano ancora una volta.
Nella totale assenza del Catania nella prima mezz’ora, spicca il giallo preso da Jimenez che gli costerà la gara di ritorno dato che era diffidato.
Nel frattempo, servono ancora Dini e soprattutto Pieraccini per salvare i rossazzurri dal solito D’Uffizi pronto a segnare il gol del vantaggio.
Ma all’ennesima folata offensiva dell’Ascoli anche Dini si deve arrendere al tocco sotto porta di Corradini che il portiere riesce ad intercettare quando il pallone ha già superato la linea.
Una rete che chiude un primo tempo in cui il Catania non è mai riuscito a tirare in porta.
In avvio di ripresa Toscano cambia a centrocampo inserendo Di Noia al posto di Quaini e il Catania sembra leggermente più propositivo rispetto alla prima frazione.
Un atteggiamento che, ovviamente, lascia qualche spazio in più all’Ascoli che non lascia scampo al Catania: Guiebre esce dal cilindro un super gol dalla distanza e per i rossazzurri è notte fonda.
Una bolgia bianconera il Del Duca e Catania in balia di un Ascoli che sfiora anche il terzo gol.
Toscano deve cambiare: fuori Pieraccini e Cicerelli, dentro Donnarumma e D’Ausilio.
Una conclusione sbilenca di Casasola è il segnale di vita di un Catania che, però subisce ancora: questa volta è Gori che segna con un tiro dal limite dell’area, dinanzi ad una difesa rossazzurro totalmente bloccata.
Davanti a qualche velleitario tentativo del Catania, è sempre l’Ascoli ad essere pericoloso ogni volta che si avvicina alla porta di Dini.
Toscano gioca anche la carta Caturano al posto di Di Tacchio e proprio il numero 18 scocca il primo, vero, tiro in porta.
Il Catania sa che anche un gol darebbe una speranza in più per la gara di ritorno, ma nello stesso deve evitare di subire ancora.
Ed infatti serve un altro mezzo miracolo di Dini per evitare il 4 a 0, mentre Caturano, di testa, per poco non riaccende il match.
A spegnerlo, definitivamente, è l’Ascoli: Milanese segna il 4 a 0 che, sostanzialmente e a meno di un clamoroso miracolo sportivo, consegna la finale all’Ascoli.
Il Catania spegne la luce nella partita più importante: dopo la gara di ritorno sarà il momento della resa dei conti.










