
Ci sono calciatori che passano.
Altri che restano e lasciano il segno.
Igor Protti apparteneva a quella rara categoria di uomini capaci di lasciare un segno profondo ben oltre i gol segnati e le partite vinte.
La notizia della sua scomparsa, a soli 58 anni dopo una coraggiosa battaglia contro la malattia, ha colpito il mondo del calcio e ha riaperto un capitolo di ricordi che a Messina non si è mai davvero chiuso.
Per i tifosi giallorossi, infatti, Protti non è stato soltanto un attaccante.
È stato un simbolo.
Un ragazzo arrivato sulle rive dello Stretto alla fine degli anni Ottanta e diventato in poco tempo uno degli idoli più amati della storia recente del club.
Quando vestì la maglia del Messina, il calcio era ancora fatto di campi difficili, trasferte infinite e legami autentici tra giocatori e tifosi.
Protti conquistò tutti con il suo modo di stare in campo.
Non era soltanto un centravanti dal fiuto straordinario.
Era un combattente: uno che correva, lottava, soffriva e gioiva insieme alla sua gente.
Tra il 1989 e il 1992 realizzò 31 reti in Serie B, diventando il punto di riferimento offensivo della squadra e raccogliendo una pesante eredità, quella lasciata da Totò Schillaci.
Un compito che sembrava impossibile, eppure Igor riuscì a farlo con la semplicità dei grandi, entrando nel cuore di una tifoseria esigente e passionale come quella messinese.
Anche nei momenti più difficili non fece mai mancare il proprio attaccamento.
Quando il Messina precipitò in Serie C1, Protti manifestò la volontà di restare.
Avrebbe continuato a indossare quella maglia con orgoglio, ma le difficoltà economiche della società portarono però a una separazione inevitabile.
Da lì iniziò una carriera straordinaria. Bari, Lazio, Napoli e soprattutto Livorno, la sua seconda casa.
I gol, i successi, il titolo di capocannoniere della Serie A e l'affetto di intere città.
Ma a Messina nessuno ha mai dimenticato quel ragazzo che correva verso la Curva Sud con le braccia al cielo.
Perché il calcio, quello vero, non vive soltanto nei numeri.
Vive nelle emozioni che riesce a lasciare e Igor Protti, a Messina, ne ha lasciate tantissime.
Il calcio italiano perde uno dei suoi uomini più autentici e Messina perde uno dei suoi bomber più amati.
Ma il ricordo di quelle domeniche al Celeste, dei suoi gol e della sua straordinaria umanità continuerà a vivere nella memoria di chi lo ha visto giocare.
Perché ci sono campioni che finiscono negli almanacchi e poi ci sono quelli che restano per sempre nel cuore della gente.










