
Tutto ancora da decidere, tutto ancora da scrivere.
Non è andata bene gara 1 della finale scudetto all’Ekipe Orizzonte, sconfitta 12 a 9 in casa della Sis Roma.
Si sono affrontate le squadre più forti del panorama pallanuotistico femminile italiano: lo sono da qualche anno ormai e lo hanno dimostrato anche nella piscina di Ostia.
Come era prevedibile, dunque, la prima sfida scudetto ha regalato spettacolo, intensità e nervi tesi.
In casa Ekipe, però, c’è il rammarico per non aver portato a casa una partita che, per lunghi tratti, era sembrata alla portata.
Soprattutto nel primo quarto, parziale in cui le catanesi erano riuscite ad allungare spinte da una super (e non è una novità) prestazione di Dafne Bettini.
Roma, però reagisce e il primo quarto finisce 4 a 3 per l’Ekipe.
Grande equilibrio nel secondo parziale in cui le due squadre realizzano due gol a testa, mantenendo la distanza di una rete a favore delle etnee.
Uno svantaggio che la Sis Roma riesce a recuperare nel terzo quarto, al termine del quale le due squadre di trovano sul 7 pari.
A determinare il risultato finale, dunque, è l’ultimo parziale: Roma sfrutta il fattore campo e un calo dell’Ekipe e mette a segno un parziale di 5 a 2.
E’ l’allungo decisivo che l’Ekipe non riesce più a fronteggiare.
Non le manda a dire, e anche questa non è una novità il presidente Tania Di Mario: “Onestamente credo che abbiamo pienamente meritato di perdere questa partita. Abbiamo fatto vedere la versione più brutta della nostra squadra e mi dispiace perché nessuno, dopo un anno di lavoro, si merita di fare una prestazione del genere. Penso che peggio di così non avremmo potuto giocare e, come abbiamo sempre fatto, dovremo guardarci in faccia, ricominciare da zero e avere la forza di continuare a guardare avanti. Perché non è né la prima né l’ultima volta che accade una cosa del genere".
Ma lo spirito da vera combattente non si spegne mai: "Voglio sottolineare però che, se non dovremo vincere questo scudetto, le nostre avversarie dovranno meritare il successo in modo molto più combattuto, perché oggi non abbiamo onorato questa finale e non abbiamo battagliato come avremmo dovuto”, conclude Tania Di Mario.
Ma nulla è deciso: sabato 27 alle 21 a Catania le ragazze di Martina Miceli avranno la possibilità di reagire e di rimettere in parità la serie per poi giocarsi tutto nella bella decisiva che, in virtù della classifica del campionato, si disputerà a Roma il prossimo 4 luglio.
Una cosa è certa: comunque andrà a finire, nulla potrà scalfire quanto ha fatto l’Ekipe Orizzonte in questa e nelle ultime stagioni.










