
Anche nel dizionario più completo, non esiste un termine per definire nel modo giusto l’Ekipe Orizzonte, la sua allenatrice, la sua presidente, il suo staff e tutte le straordinarie giocatrici.
L’Ekipe vince ancora, vince l’ennesimo scudetto, il 26esimo della sua storia, il settimo consecutivo (verosimilmente sarebbero stati 8 senza la sospensione per il Covid) e lo fa andando a festeggiare in casa della Sis Roma dopo aver vinto una gara tiratissima con il risultato di 13 a 10.
E se qualcuno osa dire “va beh, scontato”, probabilmente potrebbe fare arrabbiare moltissimo Martina Miceli e tutto il mondo che gira intorno a questa squadra: un mondo fatto di persone che ogni giorno lavorano anche per fare in modo che tutto sia perfetto.
E perfetto è stato. Anche in quello che sarà certamente ricordato come l’anno più difficile nella storia recente dell’Orizzonte targata Ekipe: l’anno della scomparsa del patron Giorgio Bartolini a cui, ovviamente, è stata dedicata questa vittoria.
LA PARTITA. Il primo quarto si chiude con grande equilibrio sul risultato di 2 a 2.
Nel secondo parziale sono le romane ad andare avanti di due reti. Ma Catania non demorde, Catania non si arrende mai e accorcia le distanze.
Il vantaggio di Roma, però, aumenta a pochi secondi dalla fine del tempo: azione di contropiede e rigore vincente per la Sis. 3 a 1 il parziale in favore delle padrone di casa e tempo che si chiude 5 a 3 per Roma.
In avvio di terzo tempo l’Ekipe accorcia e pareggia con Claudia Marletta, in pieno stile Orizzonte.
E’ la numero 10 che prende in mano la situazione e da distanza siderale realizza la rete che porta nuovamente in vantaggio l’Ekipe. Un vantaggio che aumenta, ancora con Claudia Marletta, determinante nel parziale di 4 o 0 per Catania che ribalta totalmente la situazione.
Ma è lunga e Roma accorcia subito le distanze, prima che Morena Leone sfrutti immediatamente una superiorità numerica (la terza consecutivamente).
A due secondi dalla fine del parziale, Giulia Viacava, all’ultima gara della sua carriera, si regala un gol che vale un vantaggio di tre reti e che chiude il tempo sul 10 a 7 per l’Ekipe, frutto di un parziale clamoroso di 7 a 2.
L’ultimo quarto si apre con il rigore vincente di Dafne Bettini che vale il +4 per l’Ekipe.
E’ il momento di gestire e di soffrire perché la Sis Roma non ha nessuna intenzione di arrendersi e con un parziale di 3 a 0 torna a meno 1.
L’Ekipe si desta e Morena Leone segna un gol di vitale importanza: poi tocca alla difesa, chiamata a preservare il vantaggio.
Un vantaggio che aumenta e che ad un minuto dalla fine spinge lo scudetto verso Catania.
MARTINA MICELI, FELICE E ORGOGLIOSA. «Sono orgogliosissima di queste ragazze. Abbiamo attraversato momenti molto difficili, soprattutto tra ottobre e febbraio, ma non ci siamo mai disunite. Siamo rimaste compatte, abbiamo continuato a lavorare tutte insieme e, alla fine, siamo riuscite a costruire qualcosa di davvero bello. È stata una grande prestazione, non solo nel terzo e nel quarto tempo, ma per tutta la partita».
QUALCHE SASSOLINO DA TOGLIERSI. «Auguro - continua Martina Miceli - che un domani si possa assistere ad arbitraggi più equilibrati. Non chiedo favoritismi, ma semplicemente equità. Tra le semifinali e questa finale, anche nella gara d'andata, dal mio punto di vista ho visto davvero troppi falli fischiati contro di noi. Abbiamo due centroboa tra le più forti del mondo e hanno subito una quantità incredibile di fischi sfavorevoli. Di solito non mi lamento quando perdiamo, ma sento il dovere di dirlo quando vinciamo. Queste ragazze meritano rispetto e meritano di giocarsi le partite nelle stesse condizioni delle avversarie. Forse io e Tania (Di Mario) siamo antipatiche, forse siamo una società che dà fastidio perché vince da tanti anni. Per questo conquistare questo successo davanti al nostro pubblico ci dà ancora più soddisfazione. Ho avuto la sensazione che oggi ci fosse anche chi era venuto per vedere l'Orizzonte perdere. Invece questa squadra ha dimostrato ancora una volta il suo valore».
LA DEDICA AL PATRON GIORGIO BARTOLINI. «Dedichiamo questo scudetto a Giorgio Bartolini. Sono convinta che da lassù continuerà a essere il nostro angelo custode», conclude Martina Miceli.
L’ULTIMA PARTITA DI GIULIA VIACAVA. «Prima della partita - racconta Giulia Viacava - avevo detto alle mie compagne che il mio primo scudetto l'avevo vinto in trasferta e che sarebbe stato bello conquistare anche questo fuori casa. Così è stato. È stata una partita molto tesa. Entrambe le squadre avevano tanta paura di sbagliare e questo si è visto in diversi momenti del match. Alla fine, però, ha vinto il gruppo. Abbiamo preparato questa sfida nel migliore dei modi. Sicuramente ci sono stati anche degli errori, ma nelle finali è il cuore a fare la differenza. E oggi il nostro cuore è stato più forte di tutto».










