
Una nuova sfida, un nuovo progetto e soprattutto una convinzione maturata fin dal primo incontro.
Simona Marletta è il nuovo direttore generale dell'FC Augusta, società che nella prossima stagione sarà protagonista nel campionato di Eccellenza.
Una scelta nata quasi per caso, ma consolidata dalla condivisione di idee con il presidente Simone Lo Nigro, dalla qualità delle strutture e dalla volontà, percepita fin da subito, di costruire qualcosa di importante per il calcio augustano.
Direttore, come nasce il suo approdo all'FC Augusta?
«È nato quasi per caso. Ho sentito l'amico Gaetano Vinci, una persona che stimo molto professionalmente e che oggi rappresenta un punto di riferimento importante per il presidente Lo Nigro. Mi ha parlato del progetto e da lì è nato l'incontro. È bastato poco per capire che c'erano idee, valori e una visione che meritavano attenzione».
A questo punto non posso che chiederle proprio del presidente Lo Nigro?
«Chi conosce poco il calcio dilettantistico siciliano magari ne sente parlare poco, ma stiamo parlando di un presidente che da sedici anni porta avanti il suo progetto con equilibrio, passione e grande continuità. Anno dopo anno la società è cresciuta, migliorando costantemente. Questo significa che dietro c'è qualcosa di speciale. Nel confronto con lui ho ritrovato tanti aspetti che considero fondamentali per lavorare bene».
Posso immaginare che tra gli aspetti che l'hanno convinta c'è anche il rapporto con l'amministrazione comunale?
«Assolutamente sì. È una situazione che raramente ho trovato altrove. Il sindaco si espone in prima persona, ma soprattutto agisce. Nello sport si parla spesso di strutture, ma qui ho visto fatti concreti. Fare calcio, soprattutto a livello dilettantistico, richiede impianti adeguati e una collaborazione reale con le istituzioni. Ad Augusta questa disponibilità esiste».
Il nuovo stadio ha avuto un peso nella sua decisione?
«Sicuramente. Entrare in un impianto appena ristrutturato è stato davvero emozionante. Certo, qualche piccolo dettaglio da sistemare è normale dopo lavori così importanti, ma la struttura è splendida. Io ho sempre girato campi di ogni categoria e non mi sono mai fermata al livello del campionato. Quando scelgo un progetto, scelgo le persone e la visione. Qui ho trovato entrambe le cose».
Parliamo di obiettivi. Quali quelli che si è posta in questa nuova avventura?
«Le aspettative sono alte. L'Eccellenza rappresenta il massimo campionato regionale e per Augusta è un momento storico. Sono passati ventisei anni dall'ultima presenza della città in questa categoria. Ci sono intere generazioni che non hanno mai visto la propria squadra disputare il massimo torneo regionale. Restituire tutto questo ai tifosi è una responsabilità bellissima».
Lei ha sempre dato grande importanza al settore giovanile. Anche ad Augusta sarà così?
«È uno degli aspetti che mi ha convinta maggiormente. Il presidente Lo Nigro ha investito tanto sui giovani e quest'anno Augusta avrà, per la prima volta nella sua storia, due squadre nei campionati Élite Under 17 e Under 15. È un risultato straordinario, perché parliamo del livello più alto del calcio giovanile regionale. Significa investire davvero sul futuro».
Inutile girarci intorno. Chi la conosce sa perfettamente che porta con sé una lunga esperienza nel calcio e nei settori giovani, anche ad alti livelli.
«Sì, il settore giovanile fa parte del mio percorso. Ho lavorato al Catania, ho condiviso un'esperienza importante con Orazio Russo nella costruzione della scuola calcio e successivamente sono stata direttore generale lavorando al fianco di Maurizio Pellegrino. Sono esperienze che mi hanno insegnato quanto sia fondamentale programmare e creare un percorso di crescita. È un patrimonio che oggi metto a disposizione dell'Augusta».
Il presidente ha parlato anche della creazione di un consorzio dedicato al vivaio.
«È un'intuizione molto lungimirante. L'obiettivo è fare rete, tutelare il territorio e accompagnare la crescita dei giovani calciatori, dalla scuola calcio fino al settore giovanile. È un progetto che merita attenzione e che potrà diventare un punto di riferimento importante per tutto il comprensorio».
Negli ultimi anni era rimasta lontana dal calcio. Perché ha scelto di tornare proprio adesso?
«Perché ho ritrovato le condizioni giuste per lavorare. Non mi interessa più parlare delle difficoltà di essere una donna nel calcio. Ho iniziato tanti anni fa e oggi quel tema non mi appartiene più. Quello che conta è trovare un ambiente dove si vogliono fare le cose seriamente. Qui ho trovato un presidente che ragiona come me, che non si accontenta di fare tanto per fare. Per me il calcio è un lavoro, non un passatempo».
Chiudiamo con il domandone, inevitabile, che stagione si aspetta?
«Una stagione impegnativa, ma estremamente stimolante. Ho la sensazione di aver trovato persone che condividono il mio stesso modo di intendere il calcio. Quando c'è sintonia, quando c'è progettualità e quando tutti remano nella stessa direzione, affrontare un campionato diventa certamente più semplice. Adesso, però, sarà il lavoro quotidiano a parlare».










