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Catania, poche certezze per riaccendere l’entusiasmo

16-07-2026 06:00

Alessandro Fragalà

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Catania, poche certezze per riaccendere l’entusiasmo

Pochi abbonamenti, problemi di liquidità e dubbi sulla preparazione: il Catania deve riconquistare con i fatti la fiducia dei tifosi.

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Osservando in rete le foto dei, davvero pochi, tifosi che nel primo giorno hanno deciso di sottoscrivere e/o riconfermare l’abbonamento alle partite del Catania, sorge spontanea (perdonate la citazione di Lubrano) la domanda.

 

Perché ci si dovrebbe abbonare?

 

Un quesito che acquisisce un senso più profondo se unito a quello che qualche settimana fa, abbiamo rivolto al proprietario del Catania, Rosario Pelligra: perché quest’anno dovrebbe andare meglio degli altri?

 

Le due cose vanno di pari passo, anzi si può ritenere che possano viaggiare insieme.

 

La sottoscrizione dell’abbonamento, soprattutto nei primi giorni di apertura della campagna, è una prova di fiducia e la fiducia non è un concetto da banalizzare, bisogna meritarsela.

 

E, perdonate la ridondanza, ma anche qui sorge un ulteriore domanda: ma il Catania, non inteso come maglia, colori, appartenenza o identità, ma come società di calcio attuale questa fiducia la merita davvero?

 

Argomento complesso che merita una piccola divagazione.

 

Catania è una città che quando ti concede fiducia lo fa con tutto il suo cuore. Che è grande aggiungiamo.

 

Lo ha fatto in tutti questi anni di proprietà Pelligra, lo fece anche quando il Catania di Pulvirenti retrocesse in Serie B: quella campagna abbonamenti fu un clamoroso atto di amore mentre il resto della storia, purtroppo, la conosciamo bene.

 

Perseverare nella fiducia a Pablo Cosentino si rivelò micidiale per i destini del Catania di allora.

 

Ci fermiamo qui, la storia insegna solo a chi vuole leggerla e capirla per bene.

 

Tornando al presente cerchiamo di essere oggettivi: cosa sta facendo la società che governa il Catania per meritarsi una rinnovata fiducia dopo la delusione comprensibile ma cocente per il disastro nella semifinale di andata dei play off nelle Marche, apice di una serie di errori grotteschi che si sono consumati dal gennaio di questo anno?

 

Il dato è oggettivo: poco.

 

E quel poco a fronte di quel tanto che non era da spiegare ma da cambiare negli atteggiamenti e nel modus operandi appare come un niente.

 

Per adesso le nuvole sopravanzano i buoni propositi palesati in conferenza stampa dal direttore sportivo Varrà, dall’allenatore Longo e, nelle interviste concesse solo al quotidiano La Sicilia, dal vicepresidente Grella.

 

Né ad aiutare il clima già torrido di suo e gli umori ambientali possono essere considerate d'aiuto le notizie come quella della risoluzione consensuale del rapporto con Marco Biagianti. Che poi tanto "consensuale" non è apparsa a tenore delle dichiarazioni dell'ultima bandiera storica del Catania 46 che in un post sui social ha precisato che è andato via "contro la sua volontà". 


Certo che al di là di scelte societarie formalmente legittime, resta la sensazione in tantissimi tifosi e non solo, che mal si sopporta dentro questo Catania ogni accostamento o legame con la tradizione storica.

 

Facendo un piccolo passo indietro, non crediamo abbiano aiutato la causa rossazzurra e diradare le nuvole, le dichiarazioni dell'amministratore delegato in merito al rallentamento dei lavori a Torre del Grifo. 
 

 E’ stata proprio una sua dichiarazione, in merito al rallentamento dei lavori a Torre del Grifo, a rendere le nuvole ancor più cupe.

 

Il Catania, al momento, ha -a suo dire- un problema di liquidità: esattamente come successe 2 anni addietro quando i problemi legati alla fidejussione integrativa dei primi giorni di agosto portarono poi ad un punto di penalità.

 

Un "blocco" che, come detto, sta incidendo sul restiling del centro sportivo e che sta incidendo anche sulle mosse di mercato nella fase delicata in cui va pensato in forza proprio della disponibilità economica messa a disposizione.

 

E siccome a pensare male ci vuole pochissimo, magari si potrebbe immaginare che il “problema” abbia inciso anche sulla decisione, definiamola “particolare”, di invertire la programmazione della preparazione.

 

Evitando di lanciarsi in dibattiti metereologici, dato che le alte temperature si registrano a Catania, ma anche a Roma, Milano e Bolzano, ma gli alberi per ossigenare i polmoni dalle fatiche di un allenamento non si ritrovano poi, purtroppo, nel quartiere di Cibali, ci concentriamo su una questione tecnica e morale.

 

Il ritiro precampionato serve a cementare il gruppo,  proprio perché si vive insieme, si mangia insieme, si dorme insieme.

 

Ma soprattutto si mettono le basi per la nuova stagione: un concetto che ribadiscono tutti gli allenatori.

 

Non possiamo giudicare questa scelta, perché magari si rivelerà quella giusta: è vero, però, che le foto di alcuni giocatori intercettati nella movida estiva di Taormina qualche dubbio lo innescano.

 

Ma parliamo di ragazzi giovani che, chiaramente, non si possono tenere chiusi in casa durante le notti tropicali che ci stanno attraversando.

 

La disciplina dipende da loro: vedi Jannik Sinner. Ma il campione altoatesino ha alle spalle una organizzazione capillare che non lascia nulla al caso.

 

La società di Grella non può vantare queste caratteristiche per ciò che si è visto in questi anni.

 

L'augurio è che, dopo questa prima fase di allenamenti al Massimino, il posticipato ritiro di Norcia possa cementare il gruppo in modo da consentire a Longo di plasmare il suo Catania.

 

I Nuvoloni si diraderanno e le voci di un Catania in vendita per 30 milioni di euro resteranno solo l’ennesima boutade estiva…

 

Restano i singhiozzi da "momentanea crisi di liquidità" ed un'aria da altra stagione "transitoria " non certo in linea con la domanda di andar via dalla serie C che resta l'urlo cupo della città , che lasciano molto più di qualche perplessità in chi è abituato ad osservare attentamente, senza filtri, le vicende del Catania.

Direttore editoriale

Pierluigi Di Rosa

Direttore Responsabile

Alessandro Fragalà

Sudsport è una testata del Gruppo SudPress

Registrazione Tribunale di Catania n. 18/2010 – PIVA 05704050870 - ROC 180/2021 Edito da: Sudpress S.r.l. zona industriale, c.da Giancata s.n. – 95121 Catania

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