Due giorni tra prove di sopravvivenza, orientamento, formazione e vita all’aria aperta.
La seconda edizione del Sicilia Survival ASI Camp si chiude con un bilancio più che positivo, confermandosi tra gli appuntamenti di maggiore interesse per gli appassionati siciliani di outdoor, survival e bushcraft.
Il raduno, organizzato dal Settore Outdoor, Survival e Bushcraft ASI Sicilia, si è svolto nel cuore del Parco dell’Etna.
La direzione tecnica è stata affidata a Francesco Pulvirenti, responsabile regionale e istruttore formatore, nonché fondatore della scuola di sopravvivenza Accademia Nazionale Outdoor e Survival Falchi dell’Etna.
A sostenere l’iniziativa anche il presidente del Comitato provinciale ASI Catania, Angelo Musmeci.
Famiglie, coppie, bambini, gruppi di amici e appassionati provenienti da diverse realtà hanno condiviso un’esperienza capace di unire sport, formazione e contatto diretto con la natura.
Un fine settimana intenso.
Al centro del programma, collaborazione, apprendimento e autentico spirito di comunità.
Sapiens contro Neanderthal, la sfida tra le tribù
Tra i momenti più attesi le prove tra le due tribù, Sapiens e Neanderthal, impegnate in una serie di compiti ispirati alle tecniche di sopravvivenza.
Forza, precisione, strategia e fiducia nei compagni sono state decisive.
A conquistare il titolo di tribù vincitrice della seconda edizione è stata l’Alleanza Sapiens, composta da Giano Arcidiacono, Carlotta Gherghel, Davide Sanseverino, Samuela Barbarotto, Gaetano Sanseverino, Andrea Pappalardo e Liliana Intravaia.
Il gruppo si è distinto per determinazione, ingegno, collaborazione e capacità di adattarsi alle diverse situazioni proposte durante le prove.
Andrea Pappalardo è “L’Ultimo Sopravvissuto”
Grande attenzione anche per la competizione individuale più impegnativa del raduno, “L’Ultimo Sopravvissuto”.
Diciotto partecipanti si sono affrontati in una gara a eliminazione diretta articolata attraverso diverse prove di sopravvivenza.
Ad avere la meglio è stato Andrea Pappalardo, proclamato Miglior Survivalista dell’ASI Camp 2026. Secondo posto per Giano Arcidiacono, terza posizione per Salvatore Tropea.
Preparazione, sangue freddo e capacità di risolvere rapidamente i problemi hanno fatto la differenza, ma anche coraggio e resistenza, qualità indispensabili per arrivare fino in fondo.
Non solo competizione
Il Sicilia Survival ASI Camp ha proposto anche numerosi workshop e attività formative.
I partecipanti hanno potuto approfondire la difesa personale in ambiente ostile, le tecniche di disostruzione delle vie aeree, la cartografia, l’orientamento e l’utilizzo del bastone.
Spazio, inoltre, alle attività dedicate ai più piccoli, ai momenti di condivisione attorno al fuoco e alle esperienze di vita all’aria aperta.
Occasioni di confronto e convivialità che hanno completato il programma del raduno.
La manifestazione ha così offerto qualcosa di più di una semplice competizione.
Ha permesso ai partecipanti di riscoprire valori come rispetto, resilienza, collaborazione e adattamento, allontanandosi per qualche giorno dalla tecnologia e dai ritmi della quotidianità.
Un ritorno alla natura. Semplice, formativo e coinvolgente, ai piedi dell’Etna.











