
Organizzazione, capacità di scegliere le persone e visione possono aiutare il nuovo presidente. Ma il calcio non è un’azienda normale: serviranno pazienza, ascolto e un rapporto autentico con la città.
L’esperienza imprenditoriale di Anselmo Taranto rappresenta certamente una base solida per affrontare la guida di una società di calcio.
Nel pallone, però, le risorse economiche e le idee iniziali non bastano da sole.
Servono continuità, capacità di scegliere le persone giuste e, soprattutto, lucidità nei momenti in cui i risultati non arrivano.
La domanda più interessante, quindi, è capire quali qualità maturate nel mondo dell’impresa il nuovo presidente riuscirà a trasferire alla guida del Milazzo.
È proprio su questo terreno che si gioca la sua sfida più importante.
Non basta investire: serve un metodo
Il nuovo presidente arriva dal mondo della navigazione e del turismo, settori nei quali servono organizzazione, capacità di gestire persone e mezzi e prontezza nell’affrontare gli imprevisti.
Questa esperienza non garantisce automaticamente risultati sul campo, ma può essere molto utile al Milazzo.
Una società di calcio, infatti, non è soltanto la squadra che gioca la domenica.
Ci sono il settore tecnico, i giovani, l’amministrazione, gli sponsor, la comunicazione e il rapporto con i tifosi e con le istituzioni.
Il compito del presidente dovrebbe essere proprio questo: creare le condizioni affinché ogni area possa lavorare bene, con ruoli chiari e responsabilità precise.
Il nuovo organigramma sembra andare in questa direzione.
Accanto al presidente sono stati nominati i vicepresidenti Carmelo Rao e Renato Maiorana.
Salvatore Costantino è stato confermato direttore generale, Giovanni Martello guiderà la direzione sportiva e Gaetano Catalano resterà alla guida della squadra.
Sono stati inoltre definiti incarichi specifici nella segreteria, nel settore giovanile e nella comunicazione.
I primi passi del nuovo corso
Il presidente non arriva da estraneo.
Faceva già parte della proprietà e del consiglio di amministrazione prima di acquisire il pacchetto di maggioranza e assumere la guida della società.
Questo gli consente di partire con una conoscenza diretta delle difficoltà incontrate e delle potenzialità ancora da sviluppare.
Il Milazzo ha completato gli adempimenti per partecipare al campionato di Serie D 2026-2027 e ha ottenuto il via libera all’iscrizione.
È stato inoltre programmato il ritiro a Galati Mamertino, dal 29 luglio al 13 agosto, ed è stato definito il nuovo assetto societario.
Un altro passaggio importante è stato l’incontro con il sindaco Pippo Midili, durante il quale si è discusso dei rapporti tra società e amministrazione e degli interventi necessari sul terreno di gioco del “Marco Salmeri”.
Non si tratta di risultati straordinari, ma dei normali passi che una società seria deve compiere prima dell’inizio della stagione.
Sono comunque segnali utili, perché mostrano che il nuovo corso è partito dall’organizzazione, dalla preparazione della squadra e dal confronto con le istituzioni.
La vera sfida comincia adesso
Il percorso imprenditoriale di Anselmo Taranto rappresenta certamente un punto di partenza importante.
Il calcio, però, è un mondo particolare, nel quale i numeri contano, ma non bastano. Entrano in gioco la passione, l’identità, le aspettative e il legame profondo tra una squadra e la propria città.
Le qualità maturate nell’impresa possono certamente aiutarlo.
Ora, però, comincia il passaggio più difficile e forse anche il più affascinante: trasformare l’esperienza di una vita in un progetto capace di andare oltre il risultato di una singola partita.
L’augurio più sincero è che il presidente riesca a realizzare il sogno con cui ha scelto di assumere la guida del Milazzo.
Che possa costruire una società seria, solida e vicina alla sua gente, nella quale i tifosi tornino a riconoscersi e i giovani possano immaginare il proprio futuro.
Perché guidare il Milazzo non significa soltanto amministrare una società di calcio.
Significa custodire una passione e farsi carico delle speranze di tante persone.
Se un giorno Anselmo Taranto potrà guardare uno stadio pieno e vedere una squadra rispettata, avrà forse raggiunto il traguardo più importante: restituire al Milazzo orgoglio, fiducia e un sogno da condividere.
E quella sarà, forse, la sua vittoria più bella.










