
In ogni favola o fiaba che si rispetti, ad un certo punto della narrazione entra in scena il cattivo di turno (lo chiameremo l’orco cattivo) che crea delle difficoltà ai protagonisti.
Negli ultimi giorni, da Norcia, ci è stata raccontata una "fiaba" che, almeno per quanto ha detto il campo, ha avuto un lieto fine.
La storia, inevitabilmente, si deve articolare in due filoni: da un lato c'è il ritiro di Norcia fatto di sorrisi, divertimento, allenamenti intensi, goliardia nel gruppo, chiuso con il successo ai rigori sul campo del Vicenza per 4 a 3 che ha permesso alla squadra di Longo di superare il primo turno della Coppa Italia “big”.
Una narrazione, quella del ritiro in Umbria e dell'arrivo dei nuovi giocatori, alimentata artatamente e pomposa, così come la presentazione dai cenni barocchi della nuova terza maglia.
Un raccontino brillante e felice, appunto, che se da un lato (quello del campo) ha trovato il lieto fine con la vittoria di Vicenza, da un altro lato (quello societario ed economico) è stato bruscamente interrotto sul far della sera da un crudo comunicato stampa che ha squarciato l’azzurro cielo di un venerdì d'agosto.
Esattamente come avvenuto due anni fa alla vigilia della sfida, sempre di Coppa Italia, contro la Carrarese, il Catania Fc ha ammesso ai propri tifosi il mancato adempimento del pagamento della fideiussione integrativa, resa necessaria dalle spese esorbitanti ed inconducenti sottoscritte dal suo amministratore delegato.
La narrazione suadente cambia bruscamente rotta per lasciare il passo alla cruda realtà.
Il Catania, ancora una volta, non ha presentato in tempo la fideiussione che per i club impegnati in Coppa Italia scade il 7 agosto. E dovrà comunque presentare la fideiussione non solo per il comparto tecnico ma per i giocatori entro il 10 di agosto (domani per chi legge) pena una sicura penalizzazione che ha il sapore dell’ennesima umiliazione.
Fermo restando che l'inosservanza del termine del 7 agosto avrà conseguenze sanzionatorie ugualmente che saranno valutate.
C’è ancora un giorno, dunque, per limitare per quanto possibile i danni e, al momento, l’unica “penalizzazione” è stata quella di affrontare il Vicenza senza i nuovi acquisti, ovvero senza mezza squadra più Allegretto e Bruzzaniti per il gioco del rinnovo contrattuale. Un particolare che aggiunge valore alla prestazione di Cicerelli e compagni sul campo di una squadra di Serie B.
Ma su questo ci torniamo, fra poco.
Per adesso soffermiamoci sulle questioni societarie perchè ai numerosi (anche quest’anno) tifosi che hanno sottoscritto, solo per amore, l’abbonamento, che si staranno chiedendo come si è arrivati a questo punto, non possiamo che rispondere suggerendo di leggere i capitoli precedenti, ovvero gli articoli pubblicati dalla nostra testata da qualche mese a questa parte.
Quegli stessi articoli che, dopo una lunga e travagliata riunione dei vertici del Catania Fc, hanno determinato che, chi scrive, non meritasse più un posto a sedere in tribuna stampa; questi stessi articoli che hanno spinto qualche dirigente improvvisamente impettito, folgorato sulla via della nomenclatura societaria, a tacciare di “tossicità” chi, ormai da anni, collabora con chi scrive.
Chi si loda, si imbroda, si dice giustamente.
Ma, perdonateci, è impossibile non ricordare che, in tempi non sospetti, abbiamo lanciato il campanello d’allarme sulla gestione economica del club, sullo sperpero di denaro avvenuto in 4 anni e su un giro di vite netto del gruppo Pelligra sulle spese del club.
Una situazione problematica, interrotta temporaneamente da una parentesi, quella del giro turistico a Torre del Grifo, che, a questo punto, non possiamo che archiviare nel capitolo delle “scenette”, una “boutade”, sostanzialmente.
In un contesto contradditorio e precario, non ci sorprenderebbe di scoprire, fra qualche mese, che il Catania è stato messo in vendita dal Gruppo Pelligra, sperando nell’interessamento di qualche “fondo”, magari americano.
Magari con le certificazioni dei bilanci e i documenti necessari consegnati ad uno studio commerciale e di consulenza fiscale e tributaria catanese per aprire le trattative di cessione.
Una delle possibilità per sostenere una spesa fattasi importante come rilevante fu quella alle spalle del Catania 46, che adesso comprende anche non solo il valore ma i costi di ripristino e gestione di Torre del Grifo.
Dispiace.
Dispiace soprattutto per tutti i tifosi che, adesso, si sentono presi in giro.
Presi in giro dalla proprietà, dalla dirigenza, da chi ha deciso di imporre una narrazione “fiabesca” e da chi, tra gli operatori dell’informazione, ha scelto di sposare questa linea, infischiandosene (per qualche like in più) del principio primordiale che regge la professione giornalistica: raccontare la verità.
Noi lo abbiamo fatto, perché è la mission del nostro gruppo editoriale fin dalla sua nascita.
Lo abbiamo fatto subendo insulti, improperi, punizioni, atteggiamenti minacciosi e autoritari da parte di chi, solo perché gestisce una società di calcio, pensa di poter essere al di sopra di ogni regola di confronto e di rispetto.
Detto questo la deontologia giornalistica, ci impone di non tralasciare la cronaca e raccontarla, questa volta, ci procura enorme piacere.
Si perchè come detto in apertura la cronaca racconta di un Catania che, con una prestazione di enorme generosità, è riuscita a portare ai rigori la sfida del Menti, riuscendo poi a superare il turno.
Una gara in salita, sbloccata per i padroni di casa da Moncini, pareggiata (sempre nel primo tempo) da Cicerelli su rigore per il Catania.
Poi cuore, grinta e una sequenza di rigori in cui il Catania ne sbaglia uno in meno dei padroni di casa.
Una grande gioia, soprattutto per tutti quei tifosi che abbiamo citato prima, che amano il Catania a prescindere.
Gioia e soddisfazione di poter giocare il secondo turno sfidando una squadra di Serie A come il Parma (il 14 agosto alle 18 al Tardini con diretta sulle reti Mediaset).
Questo il campo e dunque merito a Varrà, Longo e a tutti i ragazzi che, evidentemente, hanno beneficiato e sfruttato i giorni di ritiro in Umbria. Bravo soprattutto il mister che è riuscito a isolare il gruppo da tutto il resto.
Un resto che, però, non si può eludere e che potrebbe portare ad una penalizzazione che, visto anche il buon risultato di Vicenza, saprebbe di beffa e di porta definitivamente sbarrata alla credibilità.











