
Lo Sport Italiano Merita Dirigenti all'Altezza dei Suoi Campioni
I risultati straordinari di questi mesi ( dall’atletica leggera al nuoto, fino alla ginnastica, al tennis, alla scherma e agli sport invernali ) confermano una verità incontestabile: l’Italia possiede un sistema sportivo vincente, capace di posizionare stabilmente la nostra Nazione tra le prime 8-10 potenze al mondo.
Non è un caso, non è la casualità tipica di un singolo talento; è la forza di una filiera che funziona.
Un modello che sa coniugare la certezza e la sicurezza garantite dai Gruppi Sportivi Militari e dai Corpi dello Stato (fondamentali soprattutto per le discipline con minor impatto economico) con la qualità tecnica della Preparazione Olimpica guidata dal CONI e dalle Federazioni Sportive Nazionale.
Ma se questo motore gira da decenni a ritmi da record, il vero segreto del movimento risiede sul territorio: le Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD) e i nostri tecnici.
Le ASD sono un autentico presidio educativo, sociale e agonistico del Paese.
I tecnici italiani, formati da una scuola metodologica che tutto il mondo ci invidia, sono da decenni tra i migliori in assoluto.
E a questo meraviglioso popolo dello sport di base che va riconosciuto il merito principale dei trionfi a cui assistiamo.
E facciamo troppo poco per riconoscere questi meriti e per tutelare, anche economicamente, queste realtà.
La sfida del futuro: investire sulle competenze
Se sul campo siamo ai vertici mondiali, non possiamo però nasconderci dietro le medaglie.
Per garantire che questo patrimonio non si disperda e riesca a perdurare nel tempo, è arrivato il momento di fare un salto di qualità decisivo anche fuori dal terreno di gioco.
È necessario uno sforzo coraggioso ed eguale sulla governance: un vero e proprio "Piano Marshall della Competenza" per formare e selezionare una classe dirigente sportiva al livello dei nostri atleti e del nostro sistema tecnico/sportivo.
Così come negli ultimi vent'anni si è costruita un'eccellenza tecnico-agonistica, oggi dobbiamo strutturare un modello organizzativo e manageriale moderno.
La gestione delle società sportive, della politica federale e delle infrastrutture territoriali richiede visione, digitalizzazione, sostenibilità e competenze manageriali evolute.
Non possiamo più permetterci che la governance viaggiare a due velocità rispetto alle prestazioni dei nostri atleti.
Godiamoci questi trionfi, orgoglio di un'intera Nazione, ma mettiamoci subito al lavoro.
Modernizzare la dirigenza e sostenere la base sui territori è l'unico modo per assicurare allo sport italiano il futuro brillante che merita.










