
Nemmeno l’autore della Metamorfosi sarebbe riuscito a scrivere un copione così.
Il Catania in 48 ore cambia completamente pelle (non uomini) e conquista una vittoria importante sul campo del Picerno.
Importante perché a prescindere dal risultato di 4 a 2 ( i rossazzurri erano in vantaggio per 4 a 0) quello che è cambiato rispetto alla partita contro la Scafatese è l’atteggiamento: eccola la metamorfosi che salva la panchina di Longo e allontana, per il momento ogni ipotesi di esonero.
LA PARTITA. Nella partita che potrebbe deciderne le sorti, Longo cambia modulo e inserisce due protagonisti assoluti della passata stagione: Dini in porta, Di Gennaro al centro della difesa con Ierardi e Perrotta, Masciangelo tra difesa e centrocampo; sulla mediana torna
Quaini con Vallocchia, poi i 4 davanti: Cavuoti, Bruzzaniti, Cicerelli e Russo.
In tribuna a Picerno anche il presidente Ross Pelligra insieme a Vincenzo Grella e altri dirigenti e non, habitue di casa Catania.
Partono bene i rossazzurri che si riversano subito in attacco con la voglia, evidentemente, di cancellare la bruttissima partita persa in casa contro la Scafatese.
Due conclusioni dalla distanza di Vallocchia e Quaini in avvio, stesso esito: fuori.
Molto vicina alla porta, invece, quella di Cavuoti servito da Cicerelli con il Picerno che solo dopo 16 minuti si palesa dalle parti di Dini.
Si scalcia in campo, forse troppo, e Di Gennaro prende un giallo in avvio assolutamente evitabile per un fallo sulla trequarti, spiegabile più che altro per una mancanza di condizione.
Ma è un Catania che ha voglia e si vede quando Quaini serve Ierardi in area di rigore e il difensore realizza un gol da attaccante navigato (non è una novità).
Rossazzurri meritatamente in vantaggio e pronti a raddoppiare dopo pochi minuti: questa volta è Bruzzaniti che sfrutta al meglio, in area, un passaggio di Russo deviato da un difensore.
Uno, due micidiale della squadra di Longo, rigenerata, evidentemente, dai cambi decisi dall’allenatore.
Ma non basta: il Picerno va in blackout e il Catania cala il tris.
Russo recupera un pallone, entra in area e calcia. Sulla parata del portiere gol facile facile per Cavuoti che fa 3 a 0 e, verosimilmente, chiude la partita.
Una partita che Pugliese, nel recupero, poteva riaprire, salvo divorarsi la rete dell’1 a 3 proprio davanti a Dini.
In avvio di ripresa c’è spazio anche per Cicerelli che segna un gol dei suoi, con un tiro a giro che non lascia scampo al portiere.
Sul 4 a 0 Longo può dare spazio ai cambi: entrano Insigne e Corbari al posto di Cavuoti e Vallocchia. Nel frattempo, l’arbitro annulla un gol a Bruzzaniti per un fallo in avvio di azione.
Prima dell’ingresso di Coda e Lunetta arriva anche il gol del Picerno con Pugliese.
Qualche minuto dopo l’arbitro assegna un rigore molto generoso ai padroni di casa ed espelle Masciangelo: il Catania chiama la Fvs per contestare la scelta o più che altro verificare la posizione di partenza del giocatore del Picerno.
L’arbitro conferma il penalty e Abreu segna il gol del 2 a 4 che, clamorosamente, riapre la partita sia solo per l’inferiorità numerica dei rossazzurri e per i 7 minuti di recupero assegnati.
Il Picerno si tuffa in avanti e per poco non segna ancora: prima l’imprecisione, poi un grande intervento di Dini salvano il Catania.
I rossazzurri potrebbero anche realizzare il quinto gol, ma Cicerelli spreca in malo modo e non concretizza un contropiede: stessa sorte per Coda bloccato da una grande parata di Marcone.
Poco male. Il Catania torna al successo e per farlo segna un’altra volta 4 gol come con il Cosenza.
Una vittoria che, a meno di “follie sportive clamorose” protegge, almeno per il momento, la panchina di Longo.
L’allenatore è riuscito a trovare modulo ed equilibrio sui quali proseguire il proprio lavoro? La risposta non tarderà ad arrivare perché sabato i rossazzurri torneranno al Massimino per la sfida contro il Barletta.
Non si è fatto nulla ma quel nulla da stasera, non è paradossale, se coltivato con intelligenza può dare i suoi frutti.
Importante, anche se qui siamo meno fiduciosi, che la società eviti gli errori di gestione del gruppo e le intromissioni distrattive dentro lo spogliatoio che portano solo confusione e non la continuità di vittorie che servono come il pane al Catania.










