
«Lo sport mi ha dato tutto quello che ho. Adesso tocca a me restituire».
Ci sono storie che sembrano dare corpo a queste parole.
Quella della 4Spa Sport, campione d’Italia di nuoto paralimpico, è una di queste.
Una storia di corsie e di mare aperto, di allenamenti e trasferte, di famiglie che si fidano e di qualcuno che quella fiducia la prende sul serio.
Fino a trasformarla in un progetto e poi in un titolo italiano.
Ad Alghero il successo era atteso.
Le dimensioni del trionfo, però, raccontano qualcosa di più: ancora oro per Denise Fresta, argento per Aldo Gioia e Cristina Albicini.
Risultati che hanno permesso alla società di Aci Castello di chiudere con un punteggio più che doppio rispetto alla Bresciana No Frontiere e alla Corona Ferrea Nuoto.
Ma per capire quanto vale questo titolo bisogna guardare oltre la classifica: «Era un sogno, è diventato un progetto, si è trasformato in una affermazione clamorosa che pone la mia società al vertice di un movimento che rappresenta quanto di meglio lo sport possa offrire alla nostra società», racconta Salvo Scebba.
Nelle sue parole c’è la soddisfazione di chi ha vinto da atleta, da allenatore, da dirigente e ha continuato a costruire attraverso la gestione di strutture natatorie e sportive.
Questo nuovo primato tiene insieme quelle esperienze e dà loro un significato ulteriore: mettere ciò che si è imparato a disposizione degli altri.
È un impegno che si misura nei gesti quotidiani.
Aurelio Scebba, figlio d’arte e direttore del centro sportivo, parte proprio da qui: «La vittoria nasce dal nostro impegno quotidiano che apre le porte di 4Spa Sport a utenti che ricercano salute e benessere».
Dietro il risultato ci sono tecnici preparati, la cura degli allenamenti, l’organizzazione delle trasferte. C’è l’acquisto di un elevatore per rendere accessibile la piscina. Ci sono esigenze ascoltate e soluzioni concrete, perché ogni persona possa trovare il proprio spazio.
«I nostri atleti e le loro famiglie hanno condiviso il progetto ed oggi siamo a raccontare una fiaba dal lieto fine», aggiunge Aurelio.
Denise Fresta, pluricampionessa e ancora protagonista sul gradino più alto del podio, restituisce il senso di questo lavoro: «Gli Scebba non ci hanno mai fatto mancare nulla». Ricorda la scelta dell’allenatore Daniele Sangiorgi e l’attenzione dedicata a ogni appuntamento agonistico.
Poi trova la parola che tiene insieme tutto: «La 4Spa è una grandissima famiglia».
Cristina Albicini quella fiducia l’ha incontrata nelle acque dello Stretto di Messina.
La nuotatrice veronese ricorda il momento in cui il maestro Salvo l’ha guidata per due miglia «senza alcun cordino ma solo con la sua esperienza, la voce e il tatto».
È da quell’esperienza che nasce la scelta di gareggiare per la 4Spa.
Un legame che Cristina, atleta cieca, ha coltivato affrontando i sacrifici necessari per essere presente a tutte le tappe del circuito nazionale.
L’argento di Alghero porta con sé anche questo percorso.
E quando arriva il momento di festeggiare, il capitano Aldo Gioia, insieme a Saro Patanè, allarga idealmente il podio: «Il titolo di campioni d’Italia appartiene anche a tutti gli altri atleti che si allenano con noi e che partecipano al campionato delle piscine».
Ci sono Paolo Di Paola, Damiano Leonardi, Francesco Falcone, Salvo Nitto, Marco Sardo, Diletta La Pira, Dalila Solaro e Salvatore Fragalà.
E ci sono le assistenti tecniche Letizia Strano e Zoe Caramagno. Nomi da scrivere tutti, perché una squadra prende forma anche nel lavoro di chi, quel giorno, non sale sul podio.
La 4Spa Sport torna da Alghero con un titolo italiano e una felicità da condividere.
Per Salvo Scebba e per chi ha creduto in questo progetto, restituire allo sport significa anche questo: creare le condizioni perché altri possano viverlo, scegliere il proprio traguardo e trovare accanto qualcuno con cui raggiungerlo.
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