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Caro Pelligra, ecco dodicimila ragioni per rompere il silenzio

23-09-2026 06:00

Alessandro Fragalà e Giuseppe Rapisarda

Calcio, catania-fc, ross-pelligra,

Caro Pelligra, ecco dodicimila ragioni per rompere il silenzio

Pelligra lascia Catania senza risposte: tra ritardi, risultati deludenti e dubbi sul futuro, i tifosi meritano più chiarezza, rispetto e considerazione.

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Caro presidente, questa volta hai toppato.

 

Si perdoni l’avvio epistolare di questo articolo, ma altro modo davvero non riuscivamo a immaginare.

 

Il riferimento, chiaro ai lettori più fedeli, è al presidente del Catania Ross Pelligra.

 

E’ vero, lo abbiamo difeso in merito ad alcune accuse che, a nostro modo, erano esagerate e ingiustificate, visto l’esborso economico che ha sostenuto.

 

Ma questa volta no, non c’è modo di farlo.

 

Questo silenzio rappresenta un grave errore, soprattutto perché corredato da passerelle che con il calcio hanno davvero poco a che fare.

 

Ma su questo aspetto, a dir il vero, ogni imprenditore è libero di fare ciò che vuole e di partecipare a tutti “red carpet” che preferisce.

 

Il nostro dissenso non può che rimanere nei confini del calcio e del suo business.

 

Durante il suo soggiorno catanese, inevitabilmente ribattezzato dai tifosi come “turistico”, Pelligra avrebbe dovuto trovare tempo e modo di parlare con la città, soprattutto attraverso la stampa.

 

Avrebbe dovuto spiegare il motivo per il quale anche quest’estate il Catania è arrivato colpevolmente tardi alla presentazione della fideiussione; avrebbe dovuto chiarire perché, dopo l’annuncio in pompa magna di giugno, il Catania non ha ancora messo piede a Torre del Grifo e i lavori per rimettere in sesto il centro sportivo si sono arenati, costringendo i rossazzurri a vagare per i campi della provincia (notizia fresca il ritorno a Misterbianco per gli allenamenti, magari per evitare ulteriori infortuni).

 

Se avesse parlato, poi, ci saremmo aspettati alcune lucide indicazioni sulle ambizioni e sugli obiettivi della sua squadra, soprattutto dopo un avvio di campionato più che deludente, inevitabile seguito di un avvio di preparazione raffazzonato e una rosa definita solo all'ultimo momento utile del "mercato".

 

Infine, in base alle notizie trapelate nelle ultime ore, ci saremmo aspettati anche di capire perché il Catania, a differenza di altri soggetti, e delle dichiarazioni pubbliche dei suoi dirigenti, non ha ancora mosso un passo in direzione dell’asta del 15 ottobre per riportare il vecchio “marchio” dove è giusto che stia.

 

Insieme a questo, correndo il rischio di essere tacciati di tossicità, gli avremmo anche chiesto perché continua ostinatamente a confermare alcuni dirigenti, nonostante buchi di bilancio e i risultati scadenti; dirigenti che risultano (ormai è un dato di fatto) immuni da qualsiasi giudizio e valutazione.

 

E invece no.

 

Pelligra è partito, si direbbe senza nemmeno salutare (sicuramente qualcuno avrà salutato) o più che altro senza fare quello che in molti si sarebbero aspettati e che, ampiamente, i tifosi gli hanno chiesto durante la partita contro il Barletta, ovvero di rispondere alla gente di Catania, smettendo di fare solo il turista in città.

 

Una scelta, quella del silenzio, che accresce ancor di più dubbi e perplessità sulla gestione generale e sulle ambizioni future di un club che, al momento, sembra allo sbando.

 

Un silenzio che, in effetti, ha contraddistinto più in generale tutta la comunicazione societaria che, negli ultimi tempi, si è limitata ai confronti con la stampa previsti nei post gara (sanciti dai diritti televisivi e dal diritto di cronaca), e nei pregara, anche se in questo caso si è registrata qualche eccezione.

 

In compenso una parte molto influente del tessuto cittadino, continua a dare ampia fiducia a Pelligra e al suo entourage: sempre più numerosa, infatti, la ormai ribattezzata “corte dei miracoli” che scorta il presidente durante la discesa in tribuna prima dell’inizio della gara.

 

La stessa corte che si intrattiene nella sala Vip del Massimino prima dell’inizio delle partite.

 

Ma Catania, caro presidente (riprendiamo per un attimo la formula epistolare) non è affatto solo questa.

 

È altro, ben altro, molto altro.

 

Catania sono i 12 mila e più innamorati che, sulla fiducia e per amore, hanno sottoscritto l’abbonamento anche quest’anno.

 

Quelli che soffrono se il Catania perde o non vince, se la palla non entra o gli avversari segnano un gol: quelli che amano questi colori oltre ogni latitudine.

 

Quelli che criticano la sua dirigenza proprio per amore e delle mediocrità che ammorbano il Catania da dentro non ne possono più.

 

Sono queste persone che avrebbero meritato più considerazione, più ascolto, più attenzione.

 

Questo silenzio, Pelligra, non è saggezza.

 

È un muro contro muro di incomprensioni sempre più radicate ed alimentate dagli scarsi risultati in campo e da una classifica mortificante che fanno male al Catania.

Direttore editoriale

Pierluigi Di Rosa

Direttore Responsabile

Alessandro Fragalà

Sudsport è una testata del Gruppo SudPress

Registrazione Tribunale di Catania n. 18/2010 – PIVA 05704050870 - ROC 180/2021 Edito da: Sudpress S.r.l. zona industriale, c.da Giancata s.n. – 95121 Catania

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