
La vittoria di Picerno aveva mostrato un Catania aggressivo, capace di prendere in mano la partita.
Il pareggio senza reti con il Barletta ha riaperto le domande sulla continuità della squadra.
A due giorni dalla trasferta contro la Casertana, in programma domenica alle 12.30, Salvatore Caturano e Edoardo Masciangelo si presentano in sala stampa con una consapevolezza comune: per inseguire gli obiettivi dichiarati, quanto fatto finora non basta.
«I punti che abbiamo non sono soddisfacenti rispetto all’obiettivo della squadra, della società e della piazza», ammette Caturano.
L’attaccante racconta di aver partecipato a ogni allenamento anche durante il periodo in cui non ha potuto giocare per la squalifica e nella settimana di lavoro appena trascorsa dice di aver visto «molta più aggressività» e maggiore lucidità.
Caturano è pronto a tornare a disposizione, anche perchè le sue quotazioni sono inevitabilmente migliorate dopo il brutto infortunio che costringerà Flavio Russo a stare lontano dal campo per un lungo periodo: «Fisicamente mi sento bene. Ho lavorato tanto, mi sono preparato anche mentalmente», spiega Caturano.
Sul suo impiego deciderà l’allenatore, ma l’attaccante non nasconde la voglia di dare una mano: «Ogni singolo giocatore sa che deve fare di più».
Il problema, per Caturano, non è trovare un modulo ideale. Che giochi con due esterni larghi o accanto a un’altra punta, conta ciò che la squadra riesce a produrre e, soprattutto, a concretizzare.
Il gioco di quest’anno, osserva, è più propositivo e porta gli attaccanti alla conclusione con frequenza.
Manca ancora «quel passettino in più» necessario a trasformare le occasioni in vittorie.
Masciangelo guarda invece alla durata delle prestazioni.
Ricorda l’ottimo approccio di Picerno, ma anche il calo nel finale: «L’obiettivo è mantenere quei 70 minuti per tutto l’arco della partita».
È il nodo che il Catania deve sciogliere. La squadra ha già dimostrato di poter imporre ritmo e gioco, ora deve riuscire a farlo senza lasciare spazio a disattenzioni che rischiano di compromettere quanto costruito.
Arrivato da poco in rossazzurro, Masciangelo racconta di essersi inserito bene nel gruppo.
Si mette a disposizione per giocare sia da quarto di difesa sia più avanti sulla fascia, pur riconoscendo che la possibilità di spingere gli permette di incidere maggiormente. Il suo obiettivo è chiaro: portare palloni agli attaccanti e contribuire con gli assist.
C’è poi la città, presente nelle parole di entrambi.
Caturano conosce da vicino l’attaccamento alla maglia anche grazie alla compagna catanese.
Masciangelo dice di vivere il sostegno dei tifosi come una spinta e immagina già un gol da festeggiare sotto la curva.
Prima, però, c’è il campo.
La sfida di Salerno offre al Catania l’occasione di dare seguito ai segnali di crescita richiamati dai due giocatori.
Le parole pronunciate in conferenza indicano o dovrebbero indicare la strada: Domenica servirà percorrerla per tutta la partita.










