
Un Catania in crescita, consapevole della propria forza ma ancora con tanto da migliorare.
È il messaggio che Andrea Dini e Roberto Insigne consegnano alla vigilia della sfida contro il Crotone, in programma sabato 3 ottobre alle 20.30 al Massimino.
Due percorsi diversi, un punto d’incontro preciso: mettere il gruppo davanti a tutto e dare continuità ai risultati.
Dini: «Non ho mai pensato di andare via». Per Dini il confronto con la stampa parte inevitabilmente da un’estate vissuta tra incertezze di mercato e concorrenza per una maglia da titolare.
Il portiere, però, chiarisce subito la propria posizione: «La mia volontà è stata sempre quella di rimanere qua, di giocarmi le mie carte. Non ho mai pensato sinceramente di andare via».
Nessuna voglia di riaprire discussioni sulle scelte estive.
Il numero uno rossazzurro guarda al presente e al lavoro quotidiano, con la convinzione che la competizione interna possa aiutare tutta la squadra: «Una squadra forte deve avere concorrenza in tutti i reparti».
Un concetto che accompagna anche il giudizio sullo spogliatoio.
Dini parla di un gruppo di valore, prima ancora sul piano umano che tecnico, e respinge l’idea che il Catania debba dipendere dai singoli.
Chi gioca deve farsi trovare pronto, chi resta fuori deve continuare a dare una mano.
«Abbiamo visto ancora poco del potenziale della squadra». Il Crotone rappresenta il prossimo banco di prova di un percorso che, secondo il portiere, ha ancora ampi spazi di crescita.
«Questa squadra ha un margine incredibile», sottolinea Dini, convinto che quanto mostrato finora sia soltanto una parte delle possibilità rossazzurre.
Per compiere il salto servono lavoro e attenzione ai dettagli, anche sulle palle inattive.
Il punto di partenza resta però l’identità: preparare la partita pensando anzitutto a ciò che il Catania vuole proporre, per poi studiare le caratteristiche dell’avversario.
Quanto ai progressi delle ultime settimane, Dini li lega soprattutto al tempo necessario per assimilare le richieste tecniche e trovare intesa.
Il sistema di gioco viene dopo: «Sono sempre i giocatori che devono interpretare bene qualsiasi sistema di gioco e farlo il meglio possibile».
Insigne: «Non dobbiamo montarci la testa». Roberto Insigne condivide la fiducia del compagno, ma mette subito in guardia sulle difficoltà dell’appuntamento: «Sarà una partita difficilissima quella di sabato sera».
Per l’attaccante ci sono le condizioni per costruire un percorso importante, dalla squadra allo staff, passando per società e tifoseria.
La differenza, però, dovrà farla la continuità: «Non dobbiamo montarci la testa, dobbiamo pensare partita per partita», cercando ogni volta qualcosa in più per conquistare il risultato.
La condizione personale migliora e la disponibilità è totale, sia nella posizione da occupare sia nel minutaggio: «Se il mister mi chiede di fare un minuto, cinque minuti, dieci minuti, io li faccio, cerco di farli al meglio».
«Catania, una scelta che rifarei mille volte». Insigne torna anche sulle ragioni che lo hanno portato in rossazzurro.
La possibilità di essere valorizzato da Longo ha avuto il suo peso, ma la spinta decisiva è arrivata da altro: «La scelta mia di Catania è stata dovuta alla piazza e alla tifoseria».
Una decisione che rifarebbe «altre mille volte».
La pressione del Massimino viene accettata come parte naturale di un ambiente importante.
Adesso bisogna trasformarla in energia, aggiungendo concretezza alla produzione offensiva: «Dobbiamo solo essere un pochino più cattivi e sfruttare le occasioni che creiamo».
Contro il Crotone, il Catania cerca proprio questo: un altro passo avanti nel gioco e una risposta nei risultati.










