
Portare al Massimino il Catania ammirato in trasferta.
È questa la richiesta di Emilio Longo alla vigilia della sfida contro il Crotone, in programma oggi alle 20.30.
Dopo le vittorie di Picerno e Caserta, i rossazzurri cercano continuità davanti al proprio pubblico e il tecnico, che ritrova il suo passato, indica subito la priorità: «Abbiamo un solo scopo: regalare veramente una gioia ai nostri tifosi, che sono sicuramente in credito con noi».
Una conferenza stampa dai toni decisi, nella quale trovano spazio le scelte tattiche, la concorrenza in attacco e soprattutto la difesa del lavoro della squadra.
Longo rivendica quanto costruito e respinge alcune letture delle ultime prestazioni: «La partita di Caserta non è stata mai in discussione», sostiene l’allenatore, richiamando anche le analisi statistiche a disposizione dello staff. Non accetta che il successo venga ricondotto alla fortuna e ricorda, accanto agli interventi di Dini, le numerose parate del portiere avversario.
Poi il passaggio più netto: «Non mi piace quando si sparge veleno a discapito di un popolo che ha bisogno di esultare».
Il messaggio riguarda anche le notizie sulle condizioni di Massimo Coda.
Longo smentisce le ricostruzioni relative a presunti problemi fisici dell’attaccante: «Massimo non ha nessun tipo di problema, è integro».
Il centravanti deve completare il percorso verso la migliore condizione dopo un periodo senza allenamenti con una squadra, ma il tecnico riconduce le decisioni sul suo impiego a valutazioni tecnico-tattiche.
Lo stesso discorso vale per Caturano.
La scelta di Lunetta al centro dell’attacco, ribadisce Longo, nasce dalle caratteristiche richieste alla squadra e dalle relazioni tra i giocatori.
«Coda è schierabile e Caturano è schierabile», precisa, prima di aggiungere: «Saranno calciatori che ci daranno tantissimo e faranno anche tanti gol».
L’undici, però, resta da definire.
La crescita della condizione dei calciatori arrivati più tardi aumenta le alternative e lascia all’allenatore qualche dubbio in più.
Nessuna conferma anticipata, dunque, neppure per Lunetta.
In un organico ampio, la disponibilità deve accompagnarsi alla capacità di farsi trovare pronti: chi conquista una possibilità deve provare a tenersi il posto.
Sul piano tattico, la difesa a tre rappresenta oggi la soluzione ritenuta più adatta: «Ho sempre detto che avrei cercato di cucire addosso a questa squadra il vestito che la facesse stare più comoda», spiega Longo.
Cambia la disposizione, restano i principi: possesso che produca pericoli, pressione alta e volontà di prendere in mano la partita. «Bisogna fare un gol più degli avversari per vincere le partite».
Contro il Crotone servirà anche attenzione senza palla.
Il tecnico descrive l’avversario come una squadra coraggiosa, dinamica e dotata di qualità in attacco.
Nell’eventuale confronto tra il 3-4-2-1 rossazzurro e il 4-3-3 dei calabresi, individua negli adattamenti in fase di non possesso una delle chiavi della gara.
Attenzione anche alle palle inattive, sulle quali lo staff ha lavorato durante la settimana: «Stiamo prendendo dei provvedimenti».
Per Longo sarà una sfida dal significato particolare.
I due anni trascorsi a Crotone hanno lasciato rapporti umani importanti, a partire da quello con Raffaele Vrenna e con una famiglia che, ricorda, gli ha dato fiducia anche durante le difficoltà iniziali.
Al fischio d’inizio, però, conterà soltanto il Catania.
La parola d’ordine resta continuità. Il terreno perso non si recupera in una sera e la rincorsa richiede una serie di prestazioni e risultati.
Il primo passo è far vivere al Massimino quanto visto lontano da casa: «Il nostro popolo meriterebbe di vedere le prestazioni che stiamo facendo fuori».
Contro il Crotone, i rossazzurri sono chiamati a dare seguito a quella promessa.










