
Ci sono partite che, in un modo o nell’altro, devi provare a vincere necessariamente.
E’ un concetto che il Catania sta imparando pian pianino e che però ha “esposto” bene nel successo per 2 a 1 all’ultimo minuto su calcio di rigore contro il Crotone.
Sui motivi che portano a questo genere di partite e sull’involuzione in negativo rispetto alle gare esterne, però, Longo dovrà riflettere e soprattutto risolvere, perché altrimenti il campionato del Catania non potrà che essere lontano dalle aspettative generali.
LE SCELTE. Squadra che vince non si cambia e Longo non cambia nulla rispetto all’undici che aveva schierato titolare a Caserta.
In panchina, dunque, sia Coda che Caturano, di cui, in settimana, si è tanto parlato, forse troppo, alimentando una polemica che una società all’altezza dovrebbe evitare accuratamente.
Tutti possono commettere errori, anche l’informazione sportiva e probabilmente in settimana sono stati commessi.
Ma la società non crediamo possa salire sul tema su alcun piedistallo per dare lezioni o fungere da esempio.
Ma andiamo alla partita.
LA PARTITA. Per almeno 10 minuti non succede nulla, poi è il Crotone a provarci per primo.
Il Catania, almeno in avvio, non è quello di Caserta e i calabresi, al terzo tentativo, passano.
Zunno da lontano batte Dini dopo una respinta del portiere con tutto il Catania fermo immobile a guardare gli avversari segnare.
La reazione dei rossazzurri è confusa e si palesa solo in un cross basso di Bruzzaniti, intercettato facilmente dal portiere.
Serve una scossa e, non è una novità, serve una sortita offensiva di Ierardi per impensierire la retroguardia degli ospiti.
Segnali di vita di un Catania che, a questo punto, dimostra di avere un serio, persistente e irrisolto problema nell’approccio alle partite casalinghe.
Il Crotone rischia di segnare un altro gol a causa, dell’ennesimo, svarione difensivo dei giocatori di Longo troppo a lungo in balia dell’avversario e di un “demone sconosciuto” che, evidentemente, li attanaglia quando giocano al Massimino.
Una involuzione collettiva rispetto a Caserta (in particolare al primo tempo di Caserta) difficile da comprendere e impossibile da spiegare.
Credere alla “storiella” della pressione, però, è un insulto all’intelligenza: è evidente che nelle settimane che precedono le gare in casa succeda qualcosa.
Cosa tocca ad allenatore e squadra scoprirlo e soprattutto affrontarlo.
Senza che Longo si faccia trascinare in analisi ambientali e polemiche annesse che non aiutano nessuno.
Soprattutto quando appaiono superficiali, perché la serenità è anche figlia dei risultati in campo.
In campo, invece, non succede nulla anche quando il Crotone chiama la Fvs per cercare di far espellere Bruzzaniti: chiamata che va, giustamente, a vuoto.
In avvio di ripresa Longo ne cambia 4: Coda per Bruzzaniti, Insigne per Cavuoti, Caligara per Quaini e, infine, Cabianca per Di Gennaro.
Una scelta inevitabile, ma anche un palese “mea culpa” da parte dell’allenatore con le idee iniziali apparentemente confuse.
Bravo, comunque, a cambiare in corso d'opera innovando la squadra in modo coraggioso.
Valutazioni a parte, nella ripresa comincia un assedio, guidato dai nervi più che dalla testa e, oggettivamente, poco concreto.
E infatti è il Crotone ad avere un’altra grande occasione da rete in contropiede.
Le occasioni, comunque, per il Catania arrivano: manca la zampata e, di mezzo, si mette anche il portiere del Crotone.
Situazione difficile che può essere ribaltata solo dai giocatori di qualità ed il Catania, in rosa, li ha: uno di questi è Roberto Insigne che, alla prima vera palla giocabile, batte Martino e pareggia i conti.
Il Catania sa che la deve vincere e ci prova, anche se rischia tremendamente ad ogni discesa degli avversari.
Le occasioni, diverse, il Catania le costruisce, così come, a dir il vero, le costruisce anche il Crotone in un finale in cui saltano tutti gli schemi.
Spazio anche per Liguori, ma la zampata la mette un altro nome atteso dai tifosi: Coda.
Nel recupero procura un calcio di rigore assegnato per un fallo di mano di un difensore calabrese, si prende la responsabilità di calciarlo e, soprattutto, di realizzarlo.
Esplode lo stadio.
Il Catania vince una partita complicatissima, ma che doveva essere portata a casa a tutti i costi e in qualsiasi modo.
La squadra e l'allenatore facciano gruppo e analizzino i problemi emersi nuovamente e puntualmente in casa per provare a trovare le soluzioni.
La vittoria di stasera con le difficoltà superate potrà essere una preziosa lezione.











