
E’ finita, o quasi.
Per averne la certezza bisognerà aspettare fino al 30 di ottobre, ma a meno di ribaltoni clamorosi, non previsti, il Catania Fc di Rosario Pelligra potrà aprire, con le chiavi, le porte del centro sportivo di Torre del Grifo.
In un finale che nemmeno Mike Bongiorno in Lascia o raddoppia avrebbe potuto immaginare così, la vittoria è andata all’imprenditore italo-australiano che ha superato con un rilancio arrivato all’ultimo secondo, il gruppo di imprenditori locali che aveva deciso di fronteggiarlo.
Il Catania pagherà Torre del Grifo 5 milioni e mezzo di euro: un milione e mezzo in più rispetto all’offerta iniziale, ma pur sempre molto meno rispetto al valore iniziale del centro che superava i 20 milioni di euro.
Un plauso agli organi del tribunale, ai curatori, che in questi anni hanno curato con dedizione personale e professionale la manutenzione del centro tenendolo, nonostante fosse chiuso, in vita.
Un plauso al giudice delegato che ha diretto l'operazione col polso e l'esperienza di fine giurista.
Detto questo, da qualsiasi prospettiva si veda, la aggiudicazione di Torre del Grifo rimane un affare.
Certo l’improvvisa presenza del gruppo Aurora (qualcuno lo aveva ribattezzato Sigi 2) ha, in parte, modificato i piani del Catania (almeno dal punto di vista economico), ma, come si dice, chi è causa del suo mal…e qui Pelligra centra poco, di più il suo delegato nel territorio.
Non discutendo sulla credibilità del progetto degli imprenditori del gruppo Aurora, non potrà essere smentito da nessuno il minimo comune denominatore che accomunava buona parte del gruppo: ovvero avere, in passato o nel passato recente, avuto a che fare con il Catania, con il suo amministratore delegato o comunque con elementi che fanno parte della dirigenza.
Tutte esperienze finite male.
Il motore iniziale era la rivalsa, poi è nato anche il progetto imprenditoriale che, magari, un giorno verrà reso pubblico.
Il Catania, dunque, ha dovuto sborsare un milione e mezzo in più anche, forse soprattutto, per una cattiva gestione dei rapporti umani e imprenditoriali.
Ma questa è una premessa, non è la notizia.
La notizia è che Rosario Pelligra, dopo tantissimo denaro usato e, purtroppo, sprecato per questioni prettamente sportive, compie il primo, vero, investimento strutturale nel territorio catanese.
La notizia è questa.
Lo ha fatto senza tirarsi indietro rispondendo colpo sul colpo ai rilanci degli imprenditori che, a mezzogiorno del 23 di ottobre avevano il centro sportivo nelle mani con un’offerta di 5 milioni e 250 mila euro.
Per evitare ulteriori rialzi (si paventava che Aurora potesse arrivare anche a 6 milioni), Pelligra e i suoi legali hanno, opportunamente, atteso l’ultimo secondo per rilanciare a 5 milioni e mezzo, senza dare, di fatto, possibilità agli imprenditori (che sono diversi e devono mettersi d’accordo) di poter effettuare un nuovo rilancio.
Ma perché Torre del Grifo non è ancora ufficialmente del Catania?
Chiariamo che siamo di fronte, comunque, ad una aggiudicazione sebbene in via provvisoria.
C'è, come prevede la procedura in esame, ancora una settimana di tempo (fino al 30 ottobre) affinché terze società interessate possano presentare un’offerta "migliorativa" di almeno il dieci per cento superiore dell'ultima proposta di euro 5,5 milioni.
Potranno esserci, in teoria, coloro che hanno preso parte al consorzio Aurora?
Attraverso società terze, tutto è possibile, ma non va sottovalutato mai il ruolo di garante e di controllo del giudice delegato affinché ogni clausola dell'avviso di gara competitiva sia rispettato.
Resta a parere insindacabile della curatela la possibilità di aprire una nuova asta o chiudere definitivamente i giochi.
Non saranno consentiti, come non lo sono mai stati, giochini e furbate.
Questa è una certezza.
Un qualcosa che al 99% non accadrà, più realistico ricordare che il Catania avrà a disposizione 120 giorni per saldare l’acquisto a fare data dalla aggiudicazione definitiva.
Immaginare, però, quando il Catania potrà realmente entrare e lavorare a Torre del Grifo è davvero complicato.
Sappiamo con certezza che la priorità sarà rimettere in funzione almeno uno o due campi di allenamento: verosimilmente uno in erba naturale ed uno in sintetico.
Poi si passerà probabilmente al trasloco degli uffici dal Massimino al centro di via Magenta, in futuro testa al polifunzionale che potrebbe anche essere dato in gestione, se è vero che il suo funzionamento implica anche un investimento notevole nel personale.
Da capire, invece, le volontà del Catania nei confronti della foresteria: davvero molto utile in caso di ritiri o per i ragazzi delle giovanili o, per piccoli periodi, per nuovi acquisti ancora senza dimora.
Una cosa è certa: il Catania dovrà, e senza perdere tempo, lavorare sull’efficientamento energetico del centro sportivo: senza mezzi termini, inevitabilmente obsoleto.
Difficile fare previsioni, ma se a novembre e dicembre si lavorerà intensamente sui campi, magari già con il nuovo anno il Catania potrà trasferirsi e allenarsi a Torre del Grifo.
Toscano non vede l’ora, se è vero che, come diceva spesso Pietro Lo Monaco, un centro sportivo così può portare una decina di punti in più in classifica.
Ed è vero.
Ci sarà tempo per pensarci e rifletterci: per adesso è giusto attribuire un meritato “bravo” a Pelligra perché questa, forse, in questi anni di calcio a Catania è l’operazione più importante e più riuscita.
Lui ha commentato così: “Anche se non è ancora finita, mi sento molto soddisfatto per questo primo esito favorevole relativo al progetto di acquisizione di Torre del Grifo. Ci ho messo tutto il mio cuore e la mia passione. L'ho fatto per Catania, per la sua gente e per tutti noi tifosi rossazzurri".










