
Orazio Russo era una bandiera, era Catania ed il Catania.
Certe volte si abusa di questo termine quando si parla di calcio, ma in questo caso non si può fare altrimenti di usarlo, perché altro modo non c’è per definire uno che, sostanzialmente, ha speso tutta la sua vita per difendere i colori della sua città.
Orazio Russo, responsabile del settore giovanile ed ex giocatore del Catania, è morto prematuramente a 52 anni, dopo un periodo di grande sofferenza.
Lascia un vuoto enorme, soprattutto per la sua famiglia, i suoi figli e tutti quelli che hanno avuto modo di conoscerlo, compreso chi, questo articolo, non avrebbe mai voluto scriverlo.
Orazio Russo era, anzi è, una bandiera perché nonostante abbia vestito e lasciato ricordi importanti con diverse maglie e in diverse città, risulta difficile non ricordarlo con quei colori addosso.
Fin da quando era ragazzino e con il Catania del presidente Angelo Massimino cominciò a segnare in Serie C, prima di essere notato dal Lecce che gli ha permesso di esordire nella massima Serie.
Poi tante esperienze: un primo ritorno a Catania nel 1996, fino alla chiamata alla nuova chiamata rossazzurra e la meravigliosa cavalcata verso la Serie A con Pasquale Marino in panchina.
Ed è proprio in quell’esperienza che Orazio si regala e regala ai catanesi uno dei gol più belli e più importanti della sua carriera: la rete che regalò al Catania un fondamentale pareggio contro il Vicenza, un gol che significò moltissimo per la promozione della società di Pulvirenti nella massima serie.
Poi ancora altre esperienze prima dell’ultimo ritorno a Catania e del regalo ricevuto da Pulvirenti con quell’esordio in Serie A con la maglia rossazzurra in una partita in cui sostituì Maxi Lopez.
Da li in poi solo Catania: in tutti i modi e in tutti i ruoli. Dirigente, team manager, allenatore, vice allenatore, fino all’ultimo incarico, con la presidenza Pelligra, di responsabile del settore giovanile.
Inutile ribadire quanto per lui fosse importante il Catania. Un amore viscerale, ricambiato dalla città e dalla tifoseria per cui è sempre stato idolo.
Ma Orazio Russo non era solo questo: era una brava persona. Educato, garbato, sempre gentile e disponibile. Impossibile non volergli bene.
Immense le manifestazioni di affetto di un’intera comunità, fin da quando, inopinatamente, era stata diffusa la notizia della sua scomparsa, quando ancora lui stava provando a lottare.
Ma era una partita che Orazio non poteva vincere.
IL CORDOGLIO DEL CATANIA. Il Catania Fc, nel pomeriggio di ieri, ha diffuso una nota: “Il Presidente Rosario Pelligra, il Vice Presidente e Amministratore Delegato Vincenzo Grella e il Catania Football Club in tutte le sue componenti esprimono profondo dolore per la scomparsa di Orazio Russo, uomo di grandi valori. Da responsabile del settore giovanile, da tecnico e da calciatore, per il Catania ha sempre speso le sue grandi qualità con orgoglio e senso d’appartenenza. Siamo e saremo vicini alla famiglia Russo. Addio Orazio, ti porteremo sempre nel cuore".
IL CORDOGLIO DELL’USSI. Nota di cordoglio anche da parte dei giornalisti sportivi dell’Ussi di Catania: “Orazio Russo ha incarnato valori e sani principi sempre condivisi con coloro che hanno incrociato la sua strada. E’ stato un simbolo, un vero e proprio modello da imitare, in campo e fuori. Punto di riferimento per i tanti giovani del settore giovanile del Catania Fc del quale era responsabile. La sua prematura scomparsa lascia un vuoto enorme e incolmabile. Ogni tifoso ed ogni giornalista ricordano il suo garbo, la sua disponibilità, la sua determinazione. L’U.S.S.I. di Catania, è vicino alla sua famiglia ed ai suoi affetti, ricordando le tante emozioni che ci ha regalato in tutti questi anni di calcio e di battaglie. Come quella che ha condotto, sino all’ultimo istante, della sua vita.
Ciao Orazio. Grazie di tutto"










