
Abbiamo già usato, forse abusato, dell’espressione “una partita da vincere ad ogni costo”: bisognerà abituarsi perché, fondamentalmente, lo saranno ormai tutte.
Se poi alle partite da vincere "ad ogni costo" si aggiungono anche dei gol e delle dimostrazioni di maturità, compattezza e di forza, non si può che essere soddisfatti.
La vittoria, quella ad ogni costo, è sul Crotone, arriva con il risultato di 2 a 0 e permette al Catania, cosa più importante, di passare un’altra settimana solitario in testa alla classifica e, magari, di mettere oltremodo un pizzico di pressione alle avversarie che saranno impegnate tutte domenica.
LE SCELTE. Scelte praticamente obbligate per Mimmo Toscano che però si presenta con una novità: D’Ausilio trequartista insieme a Jimenez dietro Forte, con Lunetta nei 4 di centrocampo.
Al Massimino si respira un entusiasmo che non si percepiva da tantissimo tempo e il “Portaci via” esposto dalla Sud rappresenta quanto ai tifosi rossazzurri questa Serie C stia stretta.
Ma il Crotone non è squadra che si lascia intimidire dalle splendide coreografie delle due curve o dalle note di Montagne Verdi di Marcella Bella, affiancate alla Cura di Battiato per l’occasione, e la partita si dimostra subito tosta come si immaginava.
Complicata e dura, se è vero che nei primi minuti di calcio si vede poco, mentre di calci se ne vedono tanti.
Fino a quando, quasi all’improvviso, il Catania passa: Lunetta colpisce di testa su calcio d’angolo, Merelli respinge corto e Corbari è lestissimo a metterla dentro.
Passa il Catania e sblocca subito una partita fino a quel momento in equilibrio.
Anche dopo il gol la gara non decolla.
Buon per il Catania che si limita a controllare, provando qualche sortita offensiva non particolarmente pericolosa.
Molto pericolosa, invece, è la conclusione di Maggio parata, in due tempi, da Dini.
Qualcosa si muove e il Catania in contropiede rischia di passare nuovamente, ma D’Ausilio manda fuori una sorta di rigore in movimento.
Ogni volta che si avvicinano dalle parti di Merelli i rossazzurri sono pericolosi: con Lunetta e con Quaini in particolare, ma senza trovare la rete.
SUBITO IN GOL ANCHE NEL SECONDO TEMPO. La ripresa si apre esattamente come il primo tempo ovvero con un gol del Catania.
Lunetta, ben lanciato da D’Ausilio si invola solitario verso la porta entra in area e lascia partire un tiro forte e preciso che vale il 2 a 0 che fa esplodere di gioia il Massimino.
Il Crotone, però, non si accontenta della revisione che viene fatta per ogni gol e usa una card per protestare per un presunto fallo a centrocampo: tutto inutile, il gol è valido ed il Massimino torna a cantare.
Jimenez vuole imitare il compagno, ma invece di involarsi tira di prima intenzione e per poco non centra la porta.
Il Crotone cerca di mischiare le carte con i cambi, ma il Catania sembra acquisire partita dopo partita una solidità difensiva importante che va oltre i numeri e i numeri dicono che questa squadra, al Massimino, ha subito 0 gol.
Zero così come i gol in maglia rossazzurra di Sasà Caturano che entra in campo al posto di Forte, proprio per cercare di cambiare questa fastidiosa (per un attaccante prolifico come lui) statistica.
Ci sarà tempo per Sasà di dare il suo importante contributo in termini di gol alla causa rossazzurra.
A stare per cambiare, invece, era la statistica dei gol subiti in casa: a salvare l’imbattibilità casalinga di Dini l’imprecisione dei calabresi.
Poco male. Un momento di disattenzione perdonabile e davvero poco significativo.
Molto male, invece, il cartellino rosso diretto rimediato da Quaini per cui il Catania chiede la revisione del Fvs, ottenendo, giustamente, la trasformazione del rosso in cartellino giallo.
Tutto è bene, quel che finisce bene.
Quello che è significativo, invece, è che il Catania vinca ancora, blindi il primo posto in classifica e lanci in modo autorevole e credibile la sfida alle altre che, adesso, avranno la necessità di dover vincere a tutti i costi.
Una squadra reattiva, in palla fisicamente e che reagisce da gruppo importante alle avversità delle numerose defezioni in atto.
E’ ancora lunga, ma la strada, finalmente, appare quella giusta ed è segnata.










