Il Basket Giarre torna a ruggire.
E lo fa nel derby, davanti al proprio pubblico, superando il CUS Catania con un netto 79-60 nella 15ª giornata del Girone P Est di Serie C.
Il PalaJungo è caldo. L’avvio è equilibrato, con il CUS che prova a sorprendere sull’asse Galicia, Haidara e Sindoni.
Giarre però prende presto le misure. Alza l’intensità difensiva, corre meglio il campo e piazza un break di 12-0 che cambia volto al primo quarto. Mandel è protagonista, Maida capitalizza dalla lunetta, Kantè dà sostanza. Alla prima sirena è 25-17.
Nel secondo periodo i gialloblù provano ad allungare ancora.
Ruggero Elia è dominante, efficace sotto canestro e pericoloso anche dall’arco. Il momento più emozionante arriva con l’ingresso in campo di Gabriele Vitale, accolto da una lunga ovazione.
Poi l’episodio che rischia di cambiare la partita: l’espulsione di Signorino, sanzionato con antisportivo e tecnico dopo un contatto sotto canestro. Il CUS ne approfitta, rosicchia punti e va all’intervallo sul 40-34.
La ripresa, però, è tutta di marca giarrese.
La squadra di coach Simone D’Urso rientra con maggiore lucidità. Vitale firma il +11 che infiamma il palazzetto, Elia diventa trascinatore per grinta e personalità. Il CUS perde Sidibe per falli e fatica a reggere l’urto. A dieci minuti dalla fine il tabellone dice 60-45.
Nell’ultimo quarto arriva la spallata definitiva.
Il parziale di 10-0 costruito da Vitale e compagni spegne ogni velleità di rimonta. Il vantaggio vola oltre i venti punti, il derby è in cassaforte. Nel finale c’è gloria anche per Scalella, che firma l’ultimo canestro della serata. Finisce 79-60.
A fine gara coach D’Urso analizza con lucidità: «Abbiamo giocato partite migliori. È stata una gara simile a quella di Scicli, però vincere di venti punti contro un avversario nobile come il CUS Catania è importante. Loro hanno un piede e mezzo in poule promozione e sono un riferimento per i nostri obiettivi».
Sull’episodio dell’espulsione di Signorino il tecnico non nasconde perplessità: «A mio avviso la sanzione è spropositata. Gabriele ha preso una manata sul petto ed è rimasto in piedi. Non capisco la seconda sanzione, ma la squadra ha gestito bene il momento. Da inizio anno siamo cresciuti molto nel modo di vivere la partita».
Parole importanti anche sul ritorno di Vitale: «Averlo in campo è una sicurezza e un’arma in più. Se fossi un giovane, oggi ambirei a diventare il giocatore e l’uomo che lui è stato qui a Giarre».
Lo stesso Vitale, al rientro dopo un lungo stop, guarda al collettivo prima che a se stesso: «Il mio ritorno non era in programma. Qui mi sento a casa, il Basket Giarre è una famiglia. Non abbiamo fatto un bel basket, troppa foga. Dobbiamo correre sì, ma con testa. Oggi però era fondamentale vincere, in qualsiasi modo».
Una vittoria pesante. Non solo per la classifica, ma per il segnale lanciato al campionato: il Basket Giarre c’è, e la rincorsa al quinto posto resta più viva che mai











