
«A Fano la squadra ha conquistato una vittoria fondamentale in trasferta contro una diretta concorrente per il raggiungimento di un posto al sole. Una vittoria che vale molto più dei punti, vale per ciò che rappresenta».
Le parole di Pino Carbone, presidente della Sviluppo Sud Catania, sono il punto di partenza più corretto, perché raccontano più del risultato.
Raccontano un percorso.
Il 3-1 conquistato a Fano dalla Sviluppo Sud Catania contro l’Essence Hotels è una vittoria che pesa in classifica, certo. Ma soprattutto pesa dentro.
Dentro un gruppo che, adesso, ha un’identità chiara.
«Questa squadra è un mix vero di esperienza e giovani seri», prosegue il presidente. «
Oggi posso dirlo con convinzione: stiamo raggiungendo il nostro equilibrio».
Ed è proprio l’equilibrio la parola chiave: tecnico, umano e di spogliatoio.
A Fano i rossazzurri dimostrano di saper soffrire, reagire, costruire. Dopo un primo set complicato, chiuso 25-19 per i padroni di casa, la Sviluppo Sud cambia passo e volto alla gara.
Lo fa con scelte lucide e con una solidità che non è più episodica.
Il muro-difesa diventa l’asse portante del successo, come sottolinea coach Montagnani: un calo di quasi il 6% nell’efficacia offensiva avversaria che sposta l’inerzia del match.
Il secondo set, vinto 25-22, ristabilisce la parità e apre la strada a due parziali gestiti con maturità, 25-21 e 25-20.
«Da noi c’è buonismo, c’è autorevolezza. C’è presunzione, c’è impegno, c’è lealtà», sottolinea Carbone.
Parole che raccontano una crescita che va oltre il campo.
Il presidente mette al centro un concetto preciso: il rispetto. Verso chi lavora, verso chi gioca e anche verso chi critica.
«Credo che tutti gli attori, tecnici, giocatori, dirigenti, abbiano compreso una cosa fondamentale: il rispetto va garantito anche verso chi la pensa diversamente. Tutto reale. Tutto vero. Nulla di costruito».
Una presa di posizione netta, che chiarisce la rotta.
«Mi sono impegnato affinché fosse chiaro che tutto va misurato, tutto va rispettato, tutto può essere giustificato. Ma una sola condizione è imprescindibile: la lealtà. E oggi posso dirlo: ci siamo riusciti».
La classifica resta corta, l’equilibrio enorme, ma adesso la Sviluppo Sud ha qualcosa in più.
«Siamo una grande squadra, chiamata ora al compito più difficile: continuare», conclude Carbone.
«Perché questa squadra, con i giusti aggiustamenti, non deve porsi limiti».
Ora il prossimo passo: l’8 febbraio, al PalaCatania, contro Abba Pineto.
Con la stessa fame e con la stessa compattezza che richiama proprio il presidente Carbone: «Abbiamo costruito un equilibrio basato sul sudare insieme, piangere insieme, ridere insieme, difenderci insieme. Siamo granitici. Crediamo».
E quando una squadra crede davvero, il sogno playoff smette di essere una suggestione.
Diventa una possibilità concreta.










