
Annuntio vobis gaudium magnum: arriva Pelligra.
Perdonate la citazione vaticanista che lungi da essere blasfema, ma serve solo a raccontare il momento di “depressione” che vive l’ambiente catanese che ama il calcio.
Un punto talmente basso in cui, ogni cosa, riesce a regalare speranza, compresa una cosa normalissima come l’arrivo del patron Ross Pelligra a Catania.
Si perché, a meno che il proprietario del Catania Fc non si presenti vestito da Harry Potter e con la bacchettina in mano cominci a fare magie, difficilmente qualcosa potrà cambiare in meglio.
E siccome al peggio non c’è mai fine, la via del pessimismo è quella che, al momento, appare più realistica.
Arriva Pelligra e tutti si aspettano da lui risposte.
Risposte sul perché il Catania prenderà un’altra penalizzazione per il ritardo nel versamento della fideiussione; risposte sul perché dopo la pantomima di giugno, i lavori a Torre del Grifo si sono fermati; risposte sulla riduzione del budget che, secondo gli esperti, ha condizionato il mercato e altri quesiti più o meno importanti.
Tutto più o meno corretto.
Ma le domande, aggiungiamo, forse le dovrebbe porre anche Pelligra alle persone che sono state scelte per dirigere la società e che, più o meno velatamente, hanno fatto partire in città una campagna denigratoria nei confronti del loro datore di lavoro.
Pelligra, per esempio, potrebbe chiedere perché nonostante abbia speso 40 milioni in 4 anni, non siano ancora arrivati i risultati.
Potrebbe anche chiedere (in realtà avrebbe dovuto farlo tempo fa) il senso della scriteriata campagna acquisti del gennaio scorso; il senso del contratto a Viali.
Potrebbe chiedere, per tornare all’attualità, perché vengono presi giocatori che poi rescindono dopo nemmeno un mese; oppure perché vengono acquisiti calciatori che si fanno male in modo grave senza nemmeno giocare una partita.
Ed infine, questa una domanda che rivolgiamo a Pelligra, perché, un direttore sportivo è stato messo in condizione di operare solo all'ultimo giorno di mercato e non prima come una proprietà ambiziosa avrebbe dovuto (riuscendo a regalare all'allenatore una rosa più completa dopo le partenze nell'ultimo giorno di mercato di Jimenez, Di Tacchio e Leonardi e gli arrivi di Cabianca, Insigne, Cavuoti e Vallocchia).
Fossimo Ross Pelligra poi ci chiederemmo anche come vengono gestiti i calciatori fuori dal campo: dal punto di vista sanitario e anche sociale (Catania, in questo senso, offre davvero tanto e questo particolare aspetto dell’ambiente non può essere sottovalutato).
Pelligra, infine, potrebbe chiedersi (ma in realtà siamo noi a chiedercelo perché lui dovrebbe saperlo) che ruolo hanno in società alcune persone che vivono gli eventi come fossero dei dirigenti, ma che in realtà non fanno parte dell’organigramma (magari potrebbero essere dei consulenti del vicepresidente).
Nel frattempo, quando sabato arriverà Pelligra, il Catania avrà giocato un’altra partita, quella di Coppa Italia, contro il Savoia.
Un appuntamento da non sottovalutare, considerando l’avvio da incubo in campionato e conoscendo (sembra un déjà-vu) quanto può essere utile la Coppa per salvare una stagione e rilanciare le ambizioni playoff.
Rimanendo al campo, Pelligra potrebbe anche chiedersi (anche in questo caso in realtà siamo noi ad avere la curiosità), come mai questa squadra (che non è fortissima, ma nemmeno scarsa) abbia giocato discretamente bene contro Vicenza e Parma, per poi avere un’evoluzione verso il basso contro Inter e Monopoli.
Fossimo stati nel presidente avremmo chiesto, a chi di dovere, se magari c’è qualcuno che voleva andare via e lo sta facendo pesare non dando il 100% in campo (Jimenez, alla fine è partito in direzione Spezia).
E potremmo continuare all’infinito.
Tornando a Pelligra, qualcuno ha anche ipotizzato che il suo arrivo possa essere il preludio ad una cessione: ma a chi?
In base alle nostre informazioni, al momento, non c’è nessuno disposto a comprare il Catania, soprattutto se la cifra richiesta è pari a 30 milioni di euro (informazione fatta circolare ad hoc dalla stessa società).
E dunque: se Pelligra non deve vendere, non deve rispondere o domandare, ma che ci viene a fare a Catania?
La speranza (utopistica ovviamente) è che con la sua bacchetta magica (un proprietario può farlo) possa resettare completamente la dirigenza, rinnovando veramente.
Quello che potrebbe accadere realmente, invece, (ma è solo una nostra supposizione) è che Pelligra arriverà a Catania, coprirà ancora una volta i buchi e farà in modo che gli uomini da lui scelti possano continuare a fare quello che hanno fatto fin ora.
Evviva Pelligra!










