
Una vittoria certa ed una da conquistare, su due fronti e su due "tribunali" completamente diversi.
La vittoria, quella certa, arriva dal palazzo di giustizia che, ufficialmente, ieri ha decretato che il centro sportivo di Torre del Grifo è stato aggiudicato al Catania Fc di Ross Pelligra.
L’altro tribunale, in senso ovviamente figurato, è quello del campo che vedrà il Catania impegnato nella trappola, da schivare, di Caserta.
Ma andiamo per ordine seguendo la cronologia dei fatti.
Alle 12 di ieri scadeva il termine ultimo per presentare controfferte migliorative (di almeno del 10% maggiore dell'ultima proposta formulata per conto di Pelligra) per aggiudicarsi Torre del Grifo.
Chi lo avesse voluto avrebbe dovuto, pertanto, superare i 5 milioni e 550 mila euro offerti dal Catania proprio al foto finish dell’asta competitiva della settimana scorsa in cui ha battagliato con gli imprenditori dell’Aurora Srl.
In realtà la settimana scorsa ci sarebbe stato un approccio tra il legale dell’Aurora e la sezione fallimentare, nel tentativo di riaprire l'asta competitiva, se è vero (almeno secondo quanto affermato da Aurora) che l’offerta del Catania arrivata all’ultimo secondo, non aveva dato possibilità di risposta ai concorrenti.
Un incontro che non avrebbe portato a nulla: il Catania ha battuto tutti anche sui tempi e non solo dal punto di vista economico.
L’ulteriore settimana, indicata dal codice di rito per questa tipologia di aggiudicazione di un bene dalla massa fallimentare, serviva solo ad accertare che non vi fossero altri gruppi interessati al centro, ma de facto, Torre del Grifo, era del Catania già la settimana scorsa.
Come già spiegato più volte, adesso il Catania avrà 120 giorni di tempo per ottemperare al saldo prezzo del bene: da capire se versando un ulteriore acconto rispetto al primo che nel luglio scorso che ha dato vita alla gara competitiva, i rossazzurri potranno già entrare nel centro sportivo per iniziare i lavori di ripristino fondamentali al fine di consentire alla prima squadra di potersi allenare a Mascalucia.

Ecco le condizioni di uno dei campi in erba naturale di Torre del Grifo
Toscano scalpita e non ha tutti i torti.
Torre del Grifo, rimesso in funzione, permette di lavorare in modo completamente diverso: puoi scegliere se allenarti sull’erba naturale o sul sintetico (in base al campo del prossimo avversario); hai più di una palestra a disposizione e, volendo, anche una grande piscina; avresti (da capire cosa vorrà fare il Catania) un importante centro di riabilitazione per la gestione degli infortuni; a pieno regime potresti avere nello stesso luogo anche tutte le formazioni giovanili, la famosa “cantera”.
Una lista lunghissima di vantaggi che spiegano anche il sorriso, sincero, di Mimmo Toscano durante l’ultima conferenza stampa.
Un sorriso che si affianca alla consapevolezza, ma non serve un esperto per capirlo, che la partita di Caserta nasconde più insidie rispetto a quelle, superate, contro Salernitana e Benevento.
Se vincere è difficile, confermarsi è molto più complicato.
E dopo aver concluso il ciclo delle due gare "terribili", battendo le principali avversarie nella corsa alla Serie B, adesso è arrivato il momento di consolidare quanto fatto.
Il Catania ha dimostrato di essere squadra quadrata, impostata bene e che, al netto degli infortuni, ha una rosa più che competitiva.
Ma la paura è dietro l’angolo ed è figlia di anni di sofferenza, ma soprattutto di quanto successo nelle ultime stagioni in Serie C.
Quando si pensava di aver, finalmente, trovato la luce, c’era sempre qualcosa che rinfrancava il buio e lo faceva diventare pesto (nel giorno di Halloween il paragone è più che mai attuale).
Detto questo: è chiaro che le partite non si possono vincere tutte ed è chiaro che, questo Catania, continuerà a lottare per la Serie B anche senza una vittoria a Caserta.
Importante naturalmente è uscire a fine gara con un risultato utile per allungare la striscia positiva.
La logica, però, ci dice che un Catania concentrato e sul pezzo, difficilmente potrebbe perdere contro la pur interessante Casertana.
Ma il calcio, lo sappiamo, non è una scienza esatta.











