
La Nuoto Catania ritrova il sorriso, e lo fa nel modo più convincente possibile.
Alla piscina Scuderi i rossazzurri superano l’Anzio Waterpolis con un netto 16-11, cancellando le scorie delle ultime due settimane e tornando a respirare aria d’alta classifica.
Tre punti pesanti, fondamentali, non solo per la graduatoria, che ora dice quota 13, ma soprattutto per l’aspetto mentale.
Non era una partita semplice: le assenze di Gialanze, fermo per la rottura del timpano, e di Gallo, alle prese con un problema all’occhio, avrebbero potuto pesare. Invece la Nuoto Catania ha risposto da squadra vera, costruendo il successo nell’arco dei quattro tempi con ordine, intensità e continuità.
Da segnalare la prova di Federico Gulisano: il rossazzurro, rientrato recentemente dall’esperienza nei college americani, ha messo a referto tre reti, risultando decisivo nei momenti chiave dell’incontro e confermando un impatto immediato nel gruppo.
La gestione della gara è stata lucida: buona la percentuale in superiorità numerica, 7 su 13 più un rigore realizzato, contro il 3 su 12 degli ospiti. Nessun giocatore catanese ha raggiunto il limite di falli.
Nel quarto tempo l’unica espulsione per gioco violento è stata quella di Fratarcangeli tra le fila dell’Anzio. Sugli spalti circa 150 spettatori, partecipi e coinvolti.
A raccontare il senso di questa vittoria è il capitano Giorgio Torrisi, che guarda soprattutto alla reazione del gruppo: «È una vittoria importante non tanto per l’avversario, quanto per noi stessi. Dopo due settimane difficili avevamo bisogno di una risposta di carattere. Ce lo siamo detti chiaramente: entrando in acqua con l’atteggiamento giusto sarebbe arrivato anche il risultato. Ora dobbiamo ripartire proprio da questo atteggiamento».
Poi lo sguardo va oltre: «Se siamo ancora i favoriti? Questo lo vedremo presto. Sono convinto che nessuno sia meglio di noi, ma dobbiamo dimostrarlo ogni volta. Se entriamo con l’atteggiamento sbagliato possiamo perdere con chiunque. Se entriamo con quello giusto ce la giocheremo con tutti».

SABATO AMARO PER LA MURI ANTICHI. Giornata amara, invece, per l’altra formazione catanese.
La Muri Antichi Catania cade ad Anzio al termine di una partita incredibile, persa 14-13 dopo averla a lungo dominata.
La squadra di mister Scebba gioca tre tempi di altissimo livello.
Parte forte, cresce con il passare dei minuti e all’intervallo lungo è avanti 9-4, mostrando qualità, organizzazione e grande efficacia in superiorità numerica. Nel terzo tempo il vantaggio arriva fino al +7, con i Muri Antichi che sembrano avere il match saldamente in mano.
Poi il blackout.
Nell’ultimo parziale l’attacco si inceppa, la difesa perde compattezza e l’Anzio piazza un parziale di 6-0 che ribalta completamente l’inerzia dell’incontro. Rimonta completata. Sorpasso nel finale. 14-13 il risultato che lascia l’amaro in bocca ai catanesi.
Una sconfitta che brucia.
Una lezione dura, ma inevitabile in un campionato che non perdona cali di concentrazione. Come sottolineato anche dallo staff tecnico, servirà fare tesoro di questo ultimo tempo per evitare che situazioni simili possano ripetersi
Due storie diverse: due facce della stessa giornata.
Per la pallanuoto catanese è un turno, questo di Serie A2, che racconta quanto sia sottile il confine tra sorrisi e rimpianti.
E quanto, più di ogni schema, conti l’atteggiamento.










