
Il Catania è rimasto alla finestra, per assistere ad uno spettacolo con qualche contraddizione.
L’ultimo turno di Serie C ha visto lo stop forzato ai rossazzurri, costretti a osservare il campionato scorrere senza poter intervenire, in virtù del rinvio della partita interna contro il Trapani.
Non abbiamo compreso perché non si sia ripresa la abitudine di chiedere in lega al momento della compilazione del calendario di osservare in trasferta un eventuale turno che si disputa tra il tre ed il sei febbraio.
Una società, cui di tutta evidenza, non possono bastare Zarbano e Sapienza o la conferma di Scaltriti per definire un approdo nei termini di strutturazione e competenza.
Torniamo al campionato: un turno (ci verrebbe da dire una domenica, ma in realtà si è giocato tra venerdì e sabato) "silenzioso", che si è caricato di attese e di speranze, ma che si è trasformato in un ulteriore campanello d’allarme guardando la classifica.
Perché mentre il Catania non giocava, il Benevento sì e lo ha fatto fino all’ultimo respiro.
La formazione sannita ha trovato la vittoria nei minuti di recupero (sostanzialmente un tempo supplementare, se è vero che il gol vittoria dei campani è arrivato al minuto 102, quindi 12 minuti dopo la fine del tempo regolamentare) strappando tre punti pesanti che sanno di un valore doppio.
Non solo per il morale, ma soprattutto per la graduatoria.
Sì perché un pari interno contro il Picerno, non solo avrebbe permesso al Catania (dopo il recupero) di mettere una pezza al passo falso contro il Sorrento, ma dal punto di vista psicologico poteva scalfire la fiducia e l'entusiasmo sannita.
E invece il successo consente al Benevento di allungare (almeno in attesa del recupero del match contro il Trapani) e portarsi a +6 sul Catania, creando ora un margine che al momento può pesare sul piano psicologico.
È il classico turno che lascia l’amaro in bocca. Senza aver giocato.
E forse è inutile continuare a discutere su quanto avviene nei minuti di recupero delle partite del Benevento (contro il Picerno oltre al gol, da segnalare anche il rigore sbagliato dagli uomini di Floro Flores).
Inconducente cercare congiure, sotterfugi o irregolarità varie: meglio, molto meglio, concentrarsi sul fatto che l’avversaria del Catania alla corsa per la Serie B, lotta sempre fino all’ultimo secondo, senza mai arrendersi, con uno spirito che, forse, sarebbe il caso di imitare e che, purtroppo, il Catania ha mostrato soltanto a Monopoli ed in casa con la Cavese.
Il Catania resta agganciato alle proprie certezze, costruite nel corso della stagione, ci si augura non scalfite dall’ultima sconfitta e dalla brutta prestazione fornita a Potenza contro il Sorrento.
La distanza dal Benevento, ovviamente, non è definitiva, ma obbliga a una riflessione lucida.
Ogni punto, da qui in avanti, diventa decisivo. Ogni partita assume il sapore di uno snodo.
Il campionato non aspetta e non fa sconti.
Per fortuna, già domani sera la palla torna al campo, per la reazione necessaria.
Il Catania dovrà rispondere con i fatti, ritrovando continuità e concretezza, perché guardare gli altri vincere restando fermi al palo deve avere aumentato nei rossazzurri la voglia di "mangiarsi" l'erba con una volontà di vittoria che si aspetta straripante per tutto l'arco della partita.
Cancellare Potenza sia imperativo categorico.
Per la società, per il tecnico, per la squadra.
La classifica parla chiaro, il tempo per recuperare c’è, ma servirà riprendere per intero la propria consapevolezza. Subito.










