
Un pezzo di Catania sulle nevi olimpiche, con competenza, sangue freddo e spirito di squadra.
Anche l’ARNAS Garibaldi ha preso parte al grande palcoscenico delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, contribuendo alle attività di assistenza sanitaria a supporto di atleti e delegazioni internazionali.
Un’esperienza intensa, costruita giorno dopo giorno tra piste ghiacciate e palaghiaccio gremiti, dove professionalità e organizzazione hanno fatto la differenza.
Dal 29 gennaio, la fisioterapista Laura Pedotti e l’operatrice infermieristica Grazia Toscano, selezionate attraverso i bandi coordinati dall’Ospedale Niguarda, hanno operato tra la pista Stelvio di Bormio, i trampolini di Livigno e gli impianti milanesi dedicati al ghiaccio.
Inserite in un team plurispecialistico, hanno garantito assistenza sanitaria e gestione delle emergenze sportive, affiancate dalla macchina organizzativa di AREU Lombardia.

Ritmi serrati, massima attenzione. Tecnologie diagnostiche rapide e strumenti innovativi per interventi tempestivi.
Non solo clinica, però: lavorare a bordo pista, a pochi metri dagli atleti lanciati a oltre cento chilometri orari, significa vivere lo sport nella sua dimensione più autentica.
Emozione pura, ma anche responsabilità assoluta: «Il contributo dell’Arnas Garibaldi a un evento di tale portata è motivo di orgoglio per tutta la nostra Azienda», ha dichiarato il Direttore Generale Giuseppe Giammanco.

Parole che raccontano un senso di appartenenza forte, condiviso da tutta la delegazione catanese.
Entusiasta anche Laura Pedotti: «È stata un’esperienza straordinaria e altamente formativa. Lavorare accanto a colleghi provenienti da tutta Italia e assistere da vicino gli atleti olimpici mi ha fatto sentire parte di qualcosa di unico».
Al rientro a Catania resta la consapevolezza di aver rappresentato la sanità pubblica siciliana su un palcoscenico mondiale. Un tassello importante, che rafforza il ruolo dell’Arnas Garibaldi nel sistema sanitario nazionale e dimostra come competenze, organizzazione e passione possano viaggiare ben oltre i confini dell’Etna.
Dalle corsie agli impianti olimpici con la stessa missione: prendersi cura.










