
Il mondo dello sport dilettantistico italiano vive da sempre grazie anche al contributo silenzioso e insostituibile dei volontari.
Proprio attorno a questa figura si è acceso nelle ultime ore un vivace dibattito sui social e nelle chat di addetti ai lavori, a cui si aggiunge la riflessione di Fabio Pagliara, già segretario generale della Fidal e oggi tra i protagonisti della scena sportiva nazionale.
“Il volontario sportivo – scrive Pagliara sul suo profilo Facebook – è chi non percepisce alcun compenso, chi per passione e spirito di servizio dona il proprio tempo per scopi sociali. Potrà avere il rimborso delle spese sostenute, ma non riceve un pagamento”.
“Non si è volontari – prosegue Pagliara - in base a una cifra, ma in base alla disponibilità e alla sensibilità. Se no, chiamiamolo in altro modo”.
Una posizione netta che richiama alla chiarezza del linguaggio e alla necessità di distinguere con rigore tra lavoro sportivo ( che in quanto lavoro deve essere tutelato e riconosciuto) e il volontariato autentico, fondamento dello sport di base.
Pagliara sottolinea come non si possa accettare la definizione di “volontari a pagamento”, un ossimoro che rischia di svilire il senso stesso della parola volontariato.
Il tema non è solo semantico: riguarda l’identità del movimento sportivo italiano, costruito in larga parte grazie a migliaia di dirigenti, accompagnatori, genitori e appassionati che ogni giorno offrono tempo ed energie senza alcun tornaconto economico.
Allo stesso tempo, la riforma del lavoro sportivo ha reso più complesso distinguere le aree di attività, alimentando equivoci e necessità di ulteriori chiarimenti normativi.
Il dibattito, quindi, rimane aperto.
Da una parte persiste l’urgenza di valorizzare chi opera davvero per spirito di servizio; ma da un’altra rimane la necessità di tutelare i lavoratori dello sport, evitando zone grigie e scorciatoie.
C’è però una certezza che emerge dalle parole di Pagliara: senza il vero volontariato, lo sport di base non avrebbe radici solide su cui poggiare.
IL POST FACEBOOK DI FABIO PAGLIARA IN VERSIONE INTEGRALE











