
Se da Salerno fossero arrivate le notizie che in molti attendevano, avremmo parlato della giornata che rilanciava in modo deciso il campionato del Catania.
E’ successo in parte, ma è constatazione, quella del rilancio, che va ulteriormente attesa prima di essere cristallizzata.
La notizia è che il Catania batte il Siracusa per 2 a 0 e torna a vincere, recuperando ben 3 punti sulla seconda posizione occupata dal Benevento.
Su come sia arrivata questa vittoria, invece, si può anche discutere: chi guarda solo il risultato può certamente essere soddisfatto, chi invece analizza gioco e atteggiamento complessivo ancora qualche dubbio lo potrà portare dentro di sé.
NOVITA’ MANCATE. Doveva essere la partita delle novità o, almeno, della novità Caturano e, invece, dopo nemmeno 5 minuti si è capito che era la partita delle certezze.
E di certezze al Catania ne persistono poche, una però è una garanzia: si chiama Gabriel Lunetta e nella moria di centravanti (pessima consuetudine non ascrivibile al fato ma alla società) è diventato l’uomo di fiducia di Toscano e della tifoseria tutta.
Punto fermo e di sostanza se è vero che ha sbloccato il derby alla prima vera occasione.
Una manna dal cielo per un Catania, ancora una volta, non proprio brillante, anche dinanzi ad un Siracusa in evidente stato confusionale con giro di palla sterile e inconcludente.
Ne viene fuori una partita a tratti noiosa se non fosse per la posta in palio, ravvivata solo da alcune, non frequenti, sortite offensive del Catania con Lunetta e Cicerelli ma con scarsi esiti finali.
Un andazzo che (salvo un’altra azione personale del solito Lunetta) trascina giocatori e pubblico fino alla fine del tempo: il Siracusa che non si espone più di tanto e il Catania che non può far altro che gestire la gara mancando di apprezzabile qualità a metà campo.
RITMO LENTO E COMPASSATO. La ripresa non è meglio della prima frazione: il Catania fa il compitino ed ogni tanto si desta, complice un Siracusa che deve già pensare al mercato di gennaio se vorrà provare a salvare la categoria.
IERARDI NON CI STA. Troppo poco. Il pubblico capisce il momento e spinge tra qualche mugugno, Toscano recepisce e chiama Caturano, mentre Ierardi decide di dare una scossa a tutti portandosi in attacco e segnando il gol del 2 a 0 con un tiro preciso da fuori.
Una rete che scaccia ogni cattivo pensiero.
Gol a parte le emozioni maggiori le riserva il bordo campo: Raimo prende il posto di Jimenez che esce tra i fischi (così non si aiuta il ragazzo che paga anche le avventate dichiarazioni societarie) e viene abbracciato e consolato dal suo allenatore; situazione inversa nel cambio Lunetta-Caturano, il primo esce tra gli applausi, il secondo entra addirittura accompagnato da un boato del pubblico che lo ha già eletto a idolo "a prescindere" perdonandogli anche di essersi divorato un gol praticamente fatto nei minuti di recupero.
Ma Salvatore c'è, e questa è una ottima ulteriore notizia per il Catania.
L’INUTILE PERDITA DI TEMPO DELLA FVS. Tra le note di colore come non segnalare l’ennesima lunghissima perdita di tempo per le chiamate, a questo punto inutili, della Fvs (qualcuno un giorno dovrà spiegarci perchè l’arbitro dovrebbe tornare indietro su decisioni che ha già preso, senza un altro arbitro che gli suggerisce di aver sbagliato).
L'impressione che il rigore per i rossazzurri ci fosse tutto, non quello giustamente non concesso agli aretusei.
Il portato di quanto sopra sono 7 lunghissimi minuti di recupero in una partita che dopo il raddoppio rossazzurra è parsa già definita.
NOTA A MARGINE. Il terreno di gioco del Massimino è apparso in condizioni pessime, giallo in più tratti ed irregolare nei rimbalzi palla, limitando l'espressività di giocatori tecnici come Cicerelli.
All’inizio di ottobre è cosa strana, inopinata, se non fosse che il Catania, evidentemente, lo usa più del dovuto per gli allenamenti evitando il manto duro e le insidie del Cibalino.
Ma questa è un’altra storia o, forse, è sempre la stessa…










