
3 partite, 3 vittorie, 9 punti, 11 gol fatti, 0 subiti.
Bastano queste cifre per raccontare il momento che vive il Catania dopo la vittoria casalinga per 4 a 0 contro il Monopoli, un successo che, tuttavia, a dispetto del risultato, per un lungo tratto della partita è stato tutt’altro che agevole.
Ma, parafrasando Manzoni, per arrivare alla felicità è necessario soffrire ed il Catania di quest’anno sembra saperlo fare con i tratti della grande squadra.
LA PARTITA. Ci sono tanti volti nuovi in campo ed in panchina, ma come titolare in avanti Toscano conferma Forte con Caturano che resta in panchina.
A non mancare mai è il calore del Massimino, soprattutto delle sue curve: tutta rossazzurra la Sud, con una dedica speciale a Franco Battiato la nord.
Insieme alla tribuna B entrambe le curve hanno tributato un commosso ricordo ad un tifoso storico del Catania, Concetto Orofino, recentemente scomparso.
Poi c’è il campo ed una partita che, nonostante si giochi ancora con una pugliese, fa capire fin da subito di non essere il replay di quella, oggettivamente troppo semplice, con il Foggia.
Ma il Catania, quest’anno, ha nel suo arco frecce che possono partire all’improvviso: Jimenez da un lato, Cicerelli dall’altro, supportati da un centrocampo di grande spessore tecnico-tattico.
Se a questo poi si aggiungono dei difensori con il “vizietto” del gol, il dado è tratto e, più che altro, il gol è fatto.
Uno splendido colpo di testa di Ierardi sugli sviluppi di un calcio d’angolo a metà del primo tempo sblocca una partita che si stava rivelando complicata, una di quelle partite in cui se non trovi la rete, finisci per perdere la pazienza.
Un film visto troppe volte nella passata stagione, ma, evidentemente, “Qualcosa è cambiato”, sempre per rimanere in tema di citazioni cinematografiche.
Un tema, quello della partita bloccata, in equilibrio, che ha contraddistinto tutto il primo tempo.
Dopo il gol, infatti, a parte una lunga serie di “calcioni” e qualche cartellino giallo, non è successo nulla, complice la solidità della difesa del Catania e la scarsa verve offensiva del Monopoli.
Ed in un panorama abbastanza "bloccato" , la notizia più importante è che per 45 minuti l’arbitro non è mai andato a dare un’occhiata allo schermo della Fvs.
Troppo poco per accontentare Mimmo Toscano che, nella ripresa, inserisce D’Ausilio, arretrando Jimenez e, facendo rifiatare Corbari, spinge i suoi a chiudere, prima possibile, la partita.
La Serie C è questa, e se non fosse stato per un intervento prodigioso di Dini, ed almeno altre due occasioni sprecate, i pugliesi avrebbero raggiunto il pareggio.
E’ un Catania che, per la prima volta in questo avvio di stagione, è sembrato avere qualche certezza in meno, anche in difesa (c'era solo un interditore a metà campo, Aloi) e che, come successo a Cava, ha dovuto stringere i denti e soffrire come farebbe una squadra "operaia" deve conquistare 3 punti fondamentali.
Sembra un film già visto ( e ritorniamo alla cinematografia) , soprattutto quando, dopo una lunga revisione, l’arbitro assegna un rigore a Catania per un netto fallo commesso in area su Lunetta.
Neanche nelle migliori sceneggiature: come a Cava è sempre Cicerelli a mettere la palla sul dischetto, con la differenza, fondamentale, che questa volta il numero 10 la mette dentro e, con un scavetto pregevole, segna il gol del 2 a 0 che scaccia più di un pensiero dalla testa di Toscano e di tutti i tifosi dello stadio Massimino.

Passato ogni timore di essere raggiunto il Catania si sblocca, si scioglie e, complice una flessione in campo degli avversari segna ancora con Aloi, che chiude un contropiede gestito perfettamente dai suoi compagni e poi, nel recupero, con Lunetta (uno che quando entra riesce ad assere sempre determinante).
Poker, partita finita e Catania che, giustamente, raccoglie i meritati applausi ed I cori finali della sua gente.
Il Catania vince anche quando soffre e, alla fine, vince bene e diverte il suo pubblico.
Se a questo aggiungiamo il primo posto solitario in classifica (complice la sconfitta del Benevento a Casarano ed il rinvio della gara della Salernitana), l’entusiasmo di un’intera comunità non può che andare alle stelle.
E’ ancora lunghissima e siamo appena ad inizio stagione ma Catania finalmente merita di accendere un sogno ad occhi aperti.










