
Si può rischiare concretamente di gettare alle ortiche una stagione intera in appena due partite? Sembra assurdo, ma potrebbe essere.
Mancano ancora diverse giornate, ma il Catania, in appena 2 partite, ha permesso al Benevento di scavare un solco se non decisivo, molto importante verso la vittoria del campionato e la promozione in Serie B.
Complice anche la maldestra gestione societaria dall'inizio dell'impegno interno col Trapani nel periodo delle festività agatine.
Lo 0 a 0 del Massimino contro il Cerignola, insieme alla sconfitta contro il Sorrento ed, appunto, al rinvio del match contro il Trapani, hanno portato ad 8 i punti di vantaggio dei campani dai rossazzurri.
In questo momento sembrano tanti, troppi.
LA PARTITA. Con il 5 a 0 del Benevento in casa del Trapani, il Catania si presenta in campo con ben 9 punti di svantaggio dai campani e con una pressione enorme di dover fare risultato a tutti i costi.
Toscano non sorprende con le sue scelte che ricalcano quelle delle ultime uscite, soprattutto in avanti. Il tecnico, però, ritrova i due esterni titolari: Casasola e Donnarumma.
Bruzzaniti, Lunetta, Rolfini e Caturano partono dalla panchina.
Per il costo sostenuto per l'acquisizione della punta calabra, ciò pare davvero sorprendente.
PARTENZA SPRINT O QUASI. La partenza è la solita del Catania, aggressivo e propositivo. Il primo ad andare vicino alla rete, con un colpo di testa, è il rientrante Casasola.
Come successo già in altre occasioni, però, dopo i primi minuti spumeggianti, il ritmo cala.
Il Catania va in gol con Quaini, l’arbitro prima annulla con convinzione per un fallo in attacco, poi va a rivedere tutto dando speranze ai rossazzurri, prima di confermare l’annullamento.
Il tempo passa e il Catania comincia a diventare nervoso: Jimenez tenta la prodezza da lontanissimo e per poco non riesce a trovare il gol.
Una possibilità, quella di segnare, che passa tra i piedi di D’Ausilio, capace di sbagliare malamente un rigore in movimento.
Ma, come già detto altre volte, è poco per una squadra che vuole vincere il campionato e che deve sfidare una macchina da gol come il Benevento.
CAMBI INEVITABILI E IMPROROGABILI. In avvio di ripresa entrano Di Noia e Lunetta, al posto di Corbari e D’Ausilio.
Entrano anche Caturano e Bruzzaniti al posto di Forte e Jimenez.
Caturano ci prova subito in acrobazia, un gesto che serve a destare e a infiammare il pubblico.
Ci prova anche Casasola, ma anche in questo caso manca la precisione.
Ma la copertina la merita Dini che, con una prodezza, salva l’imbattibilità della porta rossazzurra in casa sul tiro a botta sicura di D’Orazio.
Toscano gioca una card per un presunto tocco di mano in area di rigore: l’arbitro anche dopo la revisione dice di no.
Scorrono i minuti e la paura di non vincere la partita comincia a incombere sul Massimino.
Entra anche Rolfini, ultima carta nel mazzo di Toscano, ma è Lunetta ad avere la grande occasione per sbloccare il match: controllo perfetto, ma conclusione deviata in angolo.
Nel recupero il Catania ci prova, ma riesce solo a creare confusione in area più che azioni concrete da gol.
Anche la chiamata del Fvs negli ultimi secondi, è frutto della disperazione e, infatti, non porta assolutamente nulla, se non il triplice fischio finale.
Finisce male perché i rossazzurri si lasciano prendere dai nervi e Lunetta prende un cartellino rosso a partita finita, per le proteste nei confronti dell’arbitro.
Un brutto epilogo e adesso bisogna anche cominciare a proteggere il secondo posto dal ritorno della Salernitana.
Fare appello ai nervi saldi è una chimera in un ambiente che la guerra a Toscano l'ha iniziata in tempi non sospetti.
Ciò non significa che la guida tecnica non sia passibile di critiche.
E perplessità ne abbiamo diverse, a partire da una mancanza di qualità nelle scelte indicate da Toscano alla società degli interni di centrocampo rispetto al Benevento che sta pesando attualmente in modo determinante.
Ma a Catania la C è una comfort zone per diversi soggetti che così possono assurgere al ruolo di grandi protagonisti in un panorama mediocre e provinciale.
Così è se vi pare.
Il campionato non è ancora finito, comunque.
Già sabato, al di là di classifica e ragionamenti vari, i rossazzurri saranno chiamati ad onorare al meglio la maglia.
Provando magari a tornare alla vittoria.










