
Vigilia intensa, ma lucida.
Alle 17.30 il Catania sarà di scena sul campo del Siracusa per un derby che pesa, eccome.
In classifica e nella testa. E proprio sulla testa insiste Mimmo Toscano, che in conferenza stampa sceglie equilibrio e sostanza.
“Il morale è buono. I ragazzi sono consapevoli di aver fatto una buona prestazione. C’è amarezza per il risultato della gara interna contro il Cerignola, ma abbiamo resettato tutto”.
Il tecnico rossazzurro torna anche sull’episodio chiave contro il Cerignola. La chiamata del Fvs, un momento che, secondo Toscano, ha tolto energia alla squadra: “Fino a quel momento avevamo intensità e fluidità. Poi abbiamo perso qualcosa nella gestione emotiva. Una squadra forte deve restare sul pezzo per 95 minuti. È questo che ci sta mancando”.
Non è una questione prettamente tattica, quindi, ma di maturità.
E alle critiche su un sistema definito “conservativo”, Toscano risponde con i numeri: possesso palla superiore al 55 per cento, alta pericolosità creata, dati coerenti con una squadra che ambisce al vertice. “Io li guardo continuamente. Ci manca quell’energia in più negli ultimi sedici metri. La scelta. La cattiveria”.
INFERMERIA E SCELTE. Buone notizie su Di Tacchio, che ha svolto due allenamenti con il gruppo ed è disponibile. Ierardi sta crescendo di condizione.
Sugli attaccanti, il messaggio è chiaro: “Devono avere la faccia giusta. Quando attacchi l’area lo devi fare con fame. Con cattiveria. Se sei timido, gli altri lo vedono”.
Rolfini può partire dall’inizio. Caturano e Forte sono pronti. Il mercato di gennaio? “È stato fatto per migliorare la squadra. Ma chi arriva deve avere il tempo di entrare nei meccanismi. La nostra forza è sempre stata chi parte e chi subentra con lo stesso livello”.
DERBY, CLASSIFICA, PRESSIONE. Toscano non sente che il campionato sia finito. Anzi.
“Tredici partite sono tante. Devono essere tredici finali. Io ci credo come il primo giorno, perché vedo lavorare questa squadra e questo club”.
Il Siracusa, avverte, non va guardato rispetto alla classifica ma per quello che fa sul campo: “All’andata siamo stati lucidi fino al 95°. Il derby azzera i valori. Faranno la differenza motivazioni e lucidità”.
E sulla pressione della piazza non si sottrae: “È una piazza esigente, lo sapevo. Io devo fare da scudo ai ragazzi. Dopo un pareggio o una sconfitta non può essere tutto finito”.
Testa, equilibrio e fame. Il Catania riparte da qui.










